Citta' del Vaticano, 20 nov. (Adnkronos) - "Il rumore assordante delle bombe, l'insicurezza e la paura fanno subire alla gente una tortura, non solo sanguinosa, ma anche crudele e spietata sia sul piano spirituale che psichico. Basti vedere il caso, ad esempio, di una giovane ragazza della nostra parrocchia che ha avuto una crisi di nervi a causa dei bombardamenti. Non e' il primo caso, non e' che un esempio tra gli altri. Si puo' ricordare anche la giovane Cristina Wadi Al Turk, cristiana uccisa da un infarto dovuto al freddo e alla paura durante la guerra del 2008-2009". E' questa la testimonianza del parroco di Gaza, padre Jorge Hernandez, che ha scritto una lettera aperta su quanto sta accadendo, diffusa dal Patriarcato latino di Gerusalemme. "Il lettore attento - scrive il sacerdote - domandera' : come stanno gli abitanti ? Cosa stanno vivendo? In una parola essi hanno paura e non puo' essere diversamente. I missili non capiscono ne' l'etica, ne' la morale. Non fanno distinzione tra giovani e meno giovani, tra cristiani e musulmani, tra uomini e donne…Semplicemente cadono e poi distruggono". "Quando sentiamo gli aerei e poi i missili - aggiunge - proviamo una tristezza interiore molto grande e alcuni un sollievo di vedere che non sono stati colpiti. Con sempre la stessa domanda: 'fino a quando?"'. "Gli abitanti - afferma ancora don Hernandez - non vogliono niente di piu' che vivere semplicemente la loro vita. Domandiamo a tutti i responsabili di lasciare Gaza vivere in pace!". Nella conclusione della sua testimonianza, il parroco di Gaza afferma: "infine, per concludere, non dimentichiamo quanto la guerra sia sempre terribile. Nessuno guadagna in una guerra. Direi anche di piu', sempre si perde. Ciascuna delle due parti dovra' pagare, a suo modo, le conseguenze della guerra. Le conseguenze di tutti i tipi, compresa la conseguenza di aver perso cio' che e' piu' proprio dell'uomo "la sua umanita"'. "Che nostro Signore Gesu' Cristo Principe della pace e Dio di misericordia - chiosa padre Hernandez - protegga questo popolo che l'accolse durante la sua fuga in Egitto, che illumini i suoi responsabili e benedica questa terra con il dono della pace".