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Russia: la sfida della Pussy Riot, Putin incarnazione del sopruso non si puo' tacere

domenica 16 settembre 2012

1' di lettura

Roma, 15 set. - (Adnkronos) - "Putin e' l'incarnazione del sopruso, la mia Russia si ribellera'". Lo dice la cantante russa Nadia 'Tolokko', leader delle Pussy Riot, in una intervista dal carcere a 'Repubblica', mentre e' in attesa dell'apertura del processo d'appello contro la condanna a due anni per avere cantato in cattedrale 'Oh Madonna, liberaci da Putin'. Per la Chiesa di Russia, Nadia e' una "cantante blasfema'. Da tuto il mondo si sono mobilitati per chiederne la liberazione. Lei da dietro le sbarre fa sentire la sua rabbia e dice: "noi non siamo pentite. Non credo che grazie alle moblitazioni potremmo avere riduzioni di pena. Ormai il sistema ha deciso di distruggere le attivita' civili di tutti i russi. Non ascolta le idee degli altri". Nadia racconta come sono nate le Pussy Riot: "siamo nate a ottobre come reazione all'annuncio che Putin sarebbe ridiventato Presidente in marzo. Siamo andate su tutte le furie. All'inizio eravamo cinque. Da un concerto all'altro il collettivo cresceva. Al momento del nostro arresto facevano parte del gruppo dieci ragazze e dieci tecnici volontari. Tutte noi vogliamo aprire una breccia nel muro dell'indifferenza imposta ai cittadini dal sistema Putin. Quando i russi saranno pronti a combattere per i loro diritti, seguira' il recupero di tutti i settori della societa'".

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