Beirut, 11 dic. - (Adnkronos/Aki) - Tensioni settarie hanno alimentato l'ultima escalation di violenze a Tripoli, la citta' del nord del Libano dove la scorsa settimana almeno 17 persone sono rimaste uccise e 100 ferite in scontri tra miliziani di fazioni opposte, tra sostenitori e oppositori del regime siriano di Bashar al-Assad. Lo ha affermato il numero due di Hezbollah, Naim Qassem. "Cio' che ha contribuito ad alimentare gli scontri di Tripoli e' la provocazione settaria, e il conflitto, che non tiene conto degli standard umanitari e morali", ha detto il vice segretario generale di Hezbollah, citato dall'agenzia di stampa libanese Nna. "Abbiamo spesso messo in guardia dal trascinare il Libano negli scontri siriani e dalle conseguenze negative di questo coinvolgimento per il Libano", ha detto il numero due del movimento sciita libanese, storicamente sostenuto da Damasco e Teheran. Il riferimento di Qassem e' anche a quanto avvenuto a Tall Kalakh, localita' di frontiera tra Siria e Libano, dove di recente un gruppo di miliziani libanesi e' stato ucciso dalle forze governative siriane. L"incidente' ha scatenato l'escalation di violenze a Tripoli tra miliziani dei quartieri di Bab al-Tebbanah e Jabal Mohsen. Il vice di Hasan Nasrallah ha quindi invitato al "dialogo" i partiti rivali. "Il dialogo e' l'unica soluzione - ha detto - E' tempo che tutti capiscano che il Libano e' per tutti e che nessun gruppo puo' eliminare l'altro". Infine, riguardo la crisi politica, Qassem ha denunciato il boicottaggio delle forze di opposizione della coalizione del 14 Marzo scattato dopo l'uccisione a ottobre a Beirut del capo dell'intelligence della polizia, generale Wissam al-Hassan. "Con il boicottaggio non si puo' far cadere un governo che garantisce la stabilita' politica", ha affermato. Hezbollah e i suoi alleati hanno la maggioranza dell'esecutivo di Beirut, guidato da Najib Miqati.