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Interdetto il premier

Italiani via dalla Thailandia
di Silvia Tironi sabato 6 dicembre 2008

2' di lettura

l primo ministro thailandese Somchai Wongsawat è stato interdetto per cinque anni dall'attività politica. A deciderlo è stata la Corte Costituzionale che ha ordinato anche lo scioglimento del partito al potere, il secondo più grande partito nella coalizione al governo, il Chart Thai, per brogli elettorali. La Costituzione thailandese prevede chei partiti i cui esponenti - anche uno solo tra loro - si rendano responsabili di brogli elettorali vengano sciolti ed i loro leader messi al bando dalla vita politica per cinque anni. Anche il Partito del potere del popolo (Ppp, di Somchai, il maggiore del Paese) e il partito Matchimathipataya sono stati considerati colpevoli di brogli elettorali nelle elezioni del 23 dicembre 2007. Con due sentenze, dunque, la Corte Costituzionale ha azzerato l'esecutivo del Paese, già in preda a una profonda crisi politica e a disordini. "Ci iscriveremo tutti a un nuovo partito e puntiamo a eleggere un nuovo primo ministro l'8 dicembre", ha detto il portavoce governativo Nattawut Saikuar, dopo la sentenza della Corte. Immediate le contestazioni: centinaia di manifestanti filogovernativi che si erano riuniti davanti alla sede della Corte hanno protestato contro l'attesa decisionedei giudici. "Oggi la Corte ha sciolto il PPP, ma i seguaci del partito in tutta la nazione non accetteranno la sentenza", hanno dichiarato i sostenitori dell'esecutivo in carica. La decisione dei giudici è stata invece accolta con favore dai dimostranti antigovernativi che assediano l'aeroporto di Suvarnabhumi e quello di Don Mueang per chiedere le dimissioni del governo. Nello scalo di Don Mueang il lancio di una granata la notte scorsa contro i manifestanti del Pad, Alleanza popolare per la Democrazia, ha causato la morte di un dimostrante ed il ferimento di oltre venti, cinque dei quali sono ricoverati in ospedale. Nessuna obiezione, invece, da parte del premier thailandese SomchaiWongsawat, il quale ha annunciato di accettare la sentenza dei giudici costituzionali. Intanto la Farnesina ha annunciato che sono in corso le operazioni di imbarco all'aeroporto militare di U-Tapao, 150 chilometri a sud di Bangkok, di un primo gruppo di italiani rimasti bloccati in Thailandia per le proteste antigovernative che hanno reso inagibili i due scali civili della capitale. Il volo, il primo di quelli organizzati dal governo italiano, è atteso all'aeroporto di Fiumicino tra le 19.30 e le 20.30.

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