Assetti futuri

Vladimir Putin, l'India e il sostegno alla Russia: cosa cè dietro, perché sta cambiando l'ordine mondiale

Maurizio Stefanini

Sull'Ucraina, gli indiani fanno gli indiani. È diventato virale in India l'imbarazzante video dell'anchorman Rahul Shivshankar che sul canale Times Now ha fatto una piazzata anti -americana a Bohdan Nahaylo, direttore del giornale ucraino in inglese Kyiv Post, scambiandolo per il politologo appunto statunitense Daniel McAdams, e andando avanti come un treno per un bel po', incurante ai tentativi di entrambi di spiegargli il qui pro quo. $ forse simbolico di quella situazione confusa per cui il governo di New Delhi da una parte sta cercando di approfittare della guerra per fare con la Russia più affari possibili, rifugiandosi anche nell'astensione sul voto di condanna dell'invasione. Dall'altra però ha lasciato la Russia isolata, nel momento in cui ha rifiutato di sottoscrivere in Consiglio di Sicurezza una sua mozione «umanitaria» nella quale si parlava di una generica esigenza di «proteggere i civili» senza menzionare affatto la parola «invasione».

 

 

 



TROPPI SILENZI - E' un po' la stessa posizione della Cina, se vogliamo. Solo che la Cina la assume con più forza: inviando nel contempo aiuti umanitari in Ucraina, facendosi sollecitare come possibile mediatrice, e approfittandone per delineare una specie di Opa su quello che resterà di una Russia destinata comunque a subire un pesante isolamento politico ed economico anche nel caso riesca a spuntare qualche risultato sul campo. L'India, invece, è defilata: «stiamo osservando da vicino la situazione». Neanche vero, visto che ha spostato l'ambasciata in Polonia. In Consiglio di Sicurezza il suo rappresentante ha detto banalità tipo «se non si fa attenzione si mette a rischio la pace» (!). L'India aveva in Ucraina 20.000 studenti, che sono stati la sua principale preoccupazione. Ma lo scorso dicembre il primo ministro indiano Narendra Modi aveva tenuto a New Delhi con Putin il XXI vertice bilaterale India-Russia durante il quale sono stati firmati accordi sugli armamenti e la difesa. E mentre la preoccupazione di Biden è stata che fosse la Cina a rifornire di armi la Russia, l'India dalla Russia invece le armi le compra: il 49% del proprio fabbisogno, contro il 10% dagli Usa, che sono invece storici fornitori del ne mico Pakistan: oltre 10 miliardi di forniture militari tra 1950 e 2020.

PETROLIO SCONTATO - In particolare, c'è un ac cordo sulla fornitura all'India di missili antiaerei russi S-400, firmato nel 2018 malgrado le minacce di sanzioni Usa. L'India deve anche acquistare dall'estero l'85% delle proprie forniture di petrolio, e per questo ha insistito che «non bisogna politicizzare» i suoi acquisti di greggio dalla Russia malgrado le sanzioni. In realtà finora, il petrolio russo rappresentava meno non più del 3% del suo fabbisogno. Ma «la Russia sta offrendo petrolio e altre materie prime con un forte sconto. Saremo felici di accettarlo», ha confessato un funzionario del governo indiano alla Reuters, riferendosi a un primo acquisto da 3 milioni di barili. In realtà piccolo, ma di forte impatto simbolico. Gli indiani fanno osservare che comnqe la stessa Europa con tutte le sanzioni continua per ora a ricevere gas russo.

 

 

 



I FERTILIZZANTI - Oltre al petrolio all'India interessano anche i fertilizzanti, che non vengono solo dalla Russia di Putin ma anche dalla Bielorussia del suo alleato Lukashenko: in totale, un terzo dell'import indiano di potassa. Sempre secondo la Reuters, aziende e istituti di credito russi potrebbero aprire conti correnti in banche indiane, così come già fatto per comprare petrolio dall'Iran malgrado le sanzioni sul nucleare. A parte olii minerali e fertilizzanti, un'altra voce importante dei 6,9 miliardi di dollari di export russo in India è rappresentata dai diamanti: la Russia ne è primo produttore mondiale; l'India ha a Bombay una delle quattro più importanti sedi mondiali di taglio. I 3,3 miliardi di export russo sono invece consistititi soprattutto in prodotti farmaceutici, tè e caffè. Prima della crisi l'intenzione era di portare l'intercambio a 30 miliardi entro il 2025. Il bello è che però l'India fa parte del Quad, che è un forum di sicurezza con Stati Uniti, Australia e Giappone, per bilanciare l'invadenza cinesi. Però sta pure con India, Russia, Brasile e Sudafrica nel Brics. Tra Modi e Putin sembra esserci pure una forte ed evidente simpatia personale, però come ricordato l'India non si è spinta fino al punto da prestarsi alla manovra russa in Consiglio di Sicurezza. Insomma, come quelle divinità indù con tre facce e sei braccia che sembrano andare contemporaneamente in direzioni opposte, ma poi rimangono sempre dove stanno.