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Netanyahu, caos in Israele: "Voli bloccati all'aerporto di Tel Aviv", cade il governo?

lunedì 27 marzo 2023

2' di lettura

La rivolta contro Benjamin Netanyahu potrebbe aver avuto successo: il primo ministro di Israele secondo le indiscrezioni provenienti dal suo partito Likud dovrebbe annunciare questa mattina il congelamento del piano di riforma della giustizia del suo governo, riforma che sta causando un terremoto nella maggioranza, nella società israeliana e anche nei rapporti diplomatici con il grande alleato Stato Uniti. 

Netanyahy avrebbe discusso durante la notte della possibilità di congelare la legislazione sulla revisione giudiziaria, a seguito dello scoppio di un'ondata di proteste a livello nazionale dopo il licenziamento del ministro della Difesa Yoav Gallant, che sabato sera aveva lanciato un appello a interrompere l'iter. Oggi, dopo le proteste della scorsa notte, anche il presidente della Repubblica Isaac Herzog ha chiesto alla coalizione di governo di fermare l'iter legislativo della riforma. L'alleato del premier e presidente del partito ultraortodosso Shas, Arye Dery, avrebbe espresso sostegno per l'interruzione dell'iter legislativo, così come i ministri Ron Dermer e Yoav Kish del Likud che hanno discusso con Netanyahu dell'argomento, secondo una fonte del partito. Il ministro della Giustizia Yariv Levin, tuttavia, ha minacciato di dimettersi in caso di sospensione della riforma della giustizia. Nel frattempo, il partito Degel Hatorah della coalizione United Torah Judaism (Ebraismo della Torah Unito) ha espresso sostegno al "primo ministro e alle sue decisioni", mentre il partito della coalizione di estrema destra Otzma Yehudit ha invitato Netanyahu a non bloccare la riforma.

Ben Gvir, leader del partito di estrema destra Potenza ebraica e ministro per la sicurezza nazionale, ha invece minacciato Netanyahu che farà cadere subito il governo se il premier decidesse di fermare la riforma giudiziaria. Ben Gvir, hanno aggiunto i media, ha affermato che il significato di un arresto della riforma sarebbe "una resa di fronte alle violenze nelle strade". Senza il partito di Ben Gvir Netanyahu perderebbe la maggioranza alla Knesset. 

Tutto il Paese intanto è in stato di agitazione. L'Histadrut, il più grande gruppo sindacale israeliano, ha annunciato uno sciopero generale 'storico' per protestare contro la riforma giudiziaria. Arnon Bar-David, leader del gruppo sindacale, ha aggiunto di aver preso questa decisione per allontanare il Paese da "un abisso". Lo sciopero indetto dall'Histadrut, che rappresenta più di 700.000 lavoratori in numerosi settori, dalle banche ai trasporti agli operatori sanitari, potrebbe paralizzare gran parte dell'economia israeliana. Il primo risultato è stato lo stop dei voli in partenza dall'aeroporto internazionale "Ben Gurion" di Tel Aviv.

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