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Mosca si copre di ridicolo: quello che vedete? "Colpa della caldaia"

Maurizio Stefanini

A Zagorsk, 70 km a nord di Mosca, una grande esplosione ha distrutto un hangar dove era sistemato il complesso industriale strategico di Sergiev Posad, con una fabbrica di apparati ottici per gli apparati militari russi. Il bilancio parziale è di una donna morta e 56 feriti, dei quali sei gravi. Anche le finestre di tutti gli edifici vicini sono volate in frantumi, mentre la zona veniva evacuata. La superficie toccata, inizialmente stimata in 100 metri quadrati, è stata poi effettivamente calcolata in 400 dei 1600 m2 della fabbrica, e si è creato un cratere di 5 metri. I social media hanno diffuso immagini di danni, allarmi che suonano e gente che scappa.

 


Come sempre accade in questi casi, il regime russo cerca di dare la colpa a un incidente. «È scoppiata una caldaia», dicono. Ma sui media si parla di un drone ucraino, anche se sapendo di un po’ di recenti eventi del genere viene il dubbio che possa essere stato un attentato di guerriglieri e/o commandos. È piuttosto significativo che quasi in contemporanea viene reso noto che uomini del Servizio di sicurezza federale della Federazione Russa (Fsb) hanno arrestato in Crimea un «sabotatore che ha fatto saltare in aria un gasdotto su istruzioni dei servizi speciali ucraini». Lo riferisce la stessa Fsb. «Il Servizio di sicurezza federale della Federazione Russa ha fermato l'attività criminale di un cittadino russo, nato nel 1980, coinvolto nella realizzione di un atto di sabotaggio e terrorismo presso l'impianto di infrastrutture energetiche della Repubblica di Crimea su istruzioni dei servizi speciali ucraini», si legge nella nota che riporta Ria Novosti. Il cittadino russo, secondo i servizi segreti di Mosca, era stato reclutato dai servizi speciali ucraini che lo hanno addestrato per atti di sabotaggio e poi inviato in Crimea. «Su istruzione dei curatori ucraini, il 23 giugno scorso, ha fatto saltare in aria un gasdotto nel villaggio di Koreiz, utilizzando un ordigno esplosivo improvvisato», continua l'Fsb. Nel suo garage sono stati trovati, tra le altre cose, «un esplosivo al plastico di fabbricazione straniera S-4 del peso di due chilogrammi, sono stati sequestrati due detonatori elettrici per scopi militari». Mosca accusa gli ucraini di aver cercato di colpire anche Zaporizhzhia

 


Ma alla guerra dei sabotaggi e dei droni da parte degli ucraini fanno riscontro i bombardamenti da parte dei russi. A Pokrovsk, nella regione di Donetsk, due missili Iskander hanno ucciso «nove persone sono e 82 sono rimaste ferite, tra cui due bambini, uno dei quali è in condizioni critiche”, scrive il Kiyv Independent citando il presidente Zelensky. Cinque civili, un soccorritore e un soldato sono tra i morti, mentre altre tre persone ferite sono in condizioni critiche: un agente di polizia e due soccorritori. Gli ucraini accusano i russi di avere ttaccato apposta i soccorritori, e il portavoce del servizio di emergenza statale Oleksandr Khorunzhyi ha denunciato che dall’inizio dell'aggressione78 soccorritori ucraini sono stati uccisi e 280 sono stati feriti negli attacchi russi mentre svolgevano il loro lavoro. Il governatore del Donetsk aggiunge che tra le vittime c'è anche una bambina di 4 anni. Il tutto mentre i fronti restano quasi fermi. Anche se arriva la notizia che gli ucraini sarebbero riusciti a passare il Dnipro a Kherson. Il ministero della Difesa parla di «successi parziali».