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Donald Trump a Davos: "Groenlandia, voglio quel pezzo di ghiaccio. Se dite no, lo ricorderemo"

di Redazione mercoledì 21 gennaio 2026

4' di lettura

Parole dure quelle che il presidente americano Donald Trump ha riservato all'Europa durante il suo discorso al World Economic Forum a Davos. "Certi posti in Europa non sono nemmeno riconoscibili. Amo l'Europa e voglio che vada bene ma non sta andando nella giusta direzione. Stanno importando popolazione da terre lontane, la stessa strategia che seguiva Sleepy Joe Biden", ha detto, facendo un paragone con il suo Paese, che lui starebbe facendo rinascere dopo il “modello fallito” proposto dal suo predecessore, Joe Biden. "Stiamo tirando giù i mulini a vento e non ne approviamo nessuna - ha sottolineato -. Abbiamo licenziato i burocrati e allora mi detestavano, ma si sono dovuto trovare dei posti nel privato e ora mi amano". 

Dopodiché ha elencato i numeri relativi alla crescita e all’inflazione negli Stati Uniti: "Abbiamo assicurato impegni di investimenti per 18 mila miliardi di investimenti nel nostro Paese, mai fatto da nessun Paese mai. Neanche vicino". E ancora: "Pensavo che ci sarebbe voluto più di un anno, forse un anno e un mese".

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Parlando del Venezuela, Trump ha detto: "Abbiamo preso 50 milioni di barile dal Venezuela. Li divideremo con loro. Era un grande Paese ma ha avuto problemi, il segreto è che hanno accettato di fare un accordo. Il Venezuela era un grande Paese 20 anni fa, da ora in poi andrà in modo fantastico. Il Venezuela farà più soldi nei prossimi 6 mesi di quanti ne ha fatto negli ultimi 20 anni. Stiamo guidando nell‘AI. La Cina sta creando molta energia, ma anche noi lo stiamo facendo. Dobbiamo più che raddoppiare l‘energia prodotta in America. E lo stiamo facendo. Stiamo dando permessi per la produzione di nuova energia in due settimane". 

Più cauto - almeno inizialmente - invece sulla Groenlandia, territorio autonomo della Danimarca di cui nei giorni scorsi ha detto di avere bisogno per motivi di sicurezza: "Crediamo profondamente nei legami che condividiamo con l‘Europa. Tutti vogliano un Occidente forte e unito. Vogliamo alleati forti, vogliamo un‘Europa forte. Nel mio sangue 100% di sangue scozzese (mia madre) e 100% tedesco (mio padre). Ho tremendo rispetto per i popoli della Groenlandia e della Danimarca. E‘ un grande, bel pezzo di ghiaccio". Dopodiché ha aggiunto: "Non abbiamo bisogno della Groenlandia per le terre rare, ne abbiamo bisogno per sicurezza strategica nazionale. Avremmo dovuto tenerla dopo la Seconda guerra mondiale, ma avevamo un altro presidente. La Danimarca ha speso solo l'1% del denaro che aveva detto avrebbe speso per la Groenlandia ma non l’ha fatto. Per questo stiamo cercando un’acquisizione di quel grande pezzo di ghiaccio. Ma questa non sarebbe una minaccia alla Nato, che anzi aumenterebbe molto la sua sicurezza. Noi abbiamo dato tanto alla Nato e abbiamo avuto così poco credito in ricompensa".

E ancora: "Solo gli Usa possono difendere questo pezzo di terra, è un bene anche per l‘Europa. Dopo aver sconfitto i giapponesi, i tedeschi, gli italiani abbiano rispettosamente restituito la Groenlandia alla Danimarca. Tutto quello che vogliamo è un pezzo di ghiaccio. Dopo tutto quello che abbiamo dato all‘Europa per molti decenni. Noi ci saremo per loro, non so se loro ci saranno per noi. Avete la scelta: potete dire di si, e lo apprezzeremo. Potete dire di no, e ce lo ricorderemo", ha tuonato il tycoon. 

Passando al capitolo Ucraina, il capo della Casa Bianca ha sottolineato: "Ho ereditato un disastro su Russia e Ucraina, non sarebbe mai successo se io fossi stato presidente. La gente non apprezza quello che facciamo, parlo degli europei, che non pagavano per la Nato". Durante il suo discorso, inoltre, in un primo momento ha affermato che avrebbe incontrato l'omologo ucraino Volodymyr Zelensky oggi, mercoledì 21 gennaio, e che il leader di Kiev si trovasse addirittura tra la platea. Zelensky in realtà è ancora a Kiev e dovrebbe incontrare Trump domani, giovedì 22 gennaio, in tarda mattinata. E infatti alla fine Trump si è corretto: "Lo vedrò domani, non oggi", ha detto ai cronisti al termine del suo intervento.

Nel mirino, poi, ci è finito il Canada: "Dovrebbero esserci grati, ma il primo ministro del Canada non ci era così grato ieri". Il riferimento è a Mark Carney che a Davos ha detto che il sistema di alleanze occidentali è finito e le medie potenze devono coalizzarsi fra loro per difendersi dalle superpotenze. 

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E poi contro il presidente francese: "Ieri ho visto Emmanuel Macron con i suoi bei occhiali da sole. Gli ho detto: Emmanuel devi raddoppiare il prezzo dei vostri medicinali, ma forse triplicare. Perché ci avete sfruttato per 30 anni. E lui mi ha detto: 'no, no, no, non lo faccio'. E io gli ho detto, se non lo fai ti metto dazi. Lui diceva di me. Mi ci sono voluti in media tre minuti a convincere i primi ministri e alla fine lo hanno fatto tutti, tutti hanno accettato. Adesso abbiamo il principio della Nazione più favorita e i farmaci costeranno in America ai prezzi più bassi disponibili nel mondo". 

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