"Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia e la affronterò. Umanamente, e senza speculare su quello che dirà la giustizia, sento il peso della responsabilità": il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, lo ha detto all'agenzia Keystone-ATS a proposito della strage di Capodanno, il rogo nel locale Le Constellation in cui sono morte 40 persone, di cui molti minorenni. Sei le vittime italiane. Si tratta della prima dichiarazione pubblica del sindaco dopo la polemica seguita alla conferenza stampa del 6 gennaio, quando non c'erano state le scuse alle vittime del rogo.
Il primo cittadino ha detto di aver "ricevuto diverse minacce di morte. Cerco di capire queste persone, che non hanno le risposte che vorrebbero. Allo stesso tempo, al Municipio, analizziamo la questione della sicurezza dei nostri dipendenti. Numerosi collaboratori sono traumatizzati da questo dramma". Riferendosi alle indagini, invece, ha fatto sapere: "Per il momento, non sono stato sentito. Mi assumerò ciò che dovrò assumermi se dovessi essere incolpato". Al momento sotto indagine ci sono i proprietari del locale andato a fuoco, Jacques e Jessica Moretti.
Sulle mancate scuse, poi, ha chiarito: "Mi rammarico di non aver chiesto scusa a nome del Comune. In un contesto emotivamente molto difficile per tutti noi, ho commesso l'errore di privilegiare la prudenza nel tentativo di gestire la parte ufficiale della conferenza stampa, piuttosto che lasciar spazio a scuse ed emozioni. L'obiettivo era quello di informare la popolazione e la stampa, che aveva legittime esigenze, mostrandoci trasparenti. Ci sembrava un buon momento per farlo, per rispetto nei confronti delle vittime".
Nel suo mirino anche i media italiani, su cui ha detto: "Non mi ha disturbato" la richiesta di dimissioni della stampa italiana, ma piuttosto l'insinuazione di aver "accettato bustarelle". E ancora: "I media italiani hanno un altro modo di fare il loro lavoro rispetto a quelli svizzeri. Ciò che mi ha davvero colpito è stato quando alcuni giornalisti hanno affermato che ho accettato bustarelle. Si è messa in discussione la mia integrità, quando ho scelto di fare politica in maniera onesta".
Parlando delle criticità emerse nei controlli sui sistemi di sicurezza all'interno del locale, Féraud ha ammesso: "Non ero al corrente e non mi spiego le carenze emerse dalle nostre analisi. Mi rifiuto di credere che si tratti di una situazione sistematica a Crans-Montana". Gli ultimi controlli al Le Constellation risalgono al 2019. Infine, lo sfogo: "Piango ogni giorno per aver perso tutte quelle persone, così giovani, e vedendo tanti feriti che soffrono ancora. Questo trauma mi rimarrà tutta la vita. La ferita è aperta e il mio cuore è spezzato. È il peggior momento della mia esistenza e resterà fino alla fine. Ho iniziato una terapia presso uno psicologo e penso che durerà a lungo". Nessuna ipotesi di dimissioni per ora: "Mi sto impegnando per gestire la crisi. Fino alla fine del mio mandato, non abbandonerò la nave in piena tempesta, per rispetto del Comune e di questi luoghi. Ciò che mi fa andare avanti è l'impegno di tutti per ritrovare un nuovo cammino verso l'avvenire".