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Iran, la guerra nel Golfo: la diretta. "Caccia e navi europee in azione"

mercoledì 4 marzo 2026

8' di lettura

Quinto giorno della guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran, un conflitto che si sta trasformando sempre più in "regionale" coinvolgendo tutti i Paesi del Golfo. La controffensiva di Teheran si sta concentrando soprattutto su Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi, con ambasciate americane e basi militari nel mirino. Nella notte italiana, male tutte le Borse asiatiche. Segui qui la diretta della giornata:

Ore 10.31: Caccia, jet e navi europee in azione - La Francia ha annunciato l’invio della portaerei Charles de Gaulle nel Mediterraneo e il dispiegamento di sistemi di difesa contro droni e missili. Londra ha inviato elicotteri anti-drone e il cacciatorpediniere Hms Dragon per difendere la base britannica di Akrotiri a Cipro, già colpita nei giorni scorsi dagli attacchi iraniani. 

Ore 9.50: IDF, "colpite sedi dei Basij" - Nuovi raid dell'Aeronautica israeliana contro strutture chiave del regime iraniano. Le Idf, secondo quanto riporta l'emittente Canale 12, hanno riferito di aver attaccato decine di sedi dei Basij e della Sicurezza interna, utilizzate per il controllo del territorio. Bersagliati anche obiettivi militari delle forze di terra, tra cui unità di rifornimento e logistica, lanciamissili e sistemi di difesa.

Ore 9.34: Iran rivendica centinaia di attacchi con droni in Iraq e Kuwait - Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (Irgc, i pasdaran) ha rivendicato il lancio di oltre 200 droni contro diverse basi e strutture legate agli Stati Uniti in Iraq e Kuwait. Tra gli obiettivi presi di mira, una base a Erbil, nella regione del Kurdistan iracheno, e le basi di Ali Al Salem e Camp Arifjan in Kuwait. In una dichiarazione separata, i pasdaran hanno anche rivendicato il lancio di oltre 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani, nell'ambito della sua 17ma ondata di attacchi aerei. 

Ore 9.01: Cina, "sicurezza nello Stretto di Hormuz è interesse di tutti"- La sicurezza e la stabilità nello Stretto di Hormuz sono nell'interesse di tutte le parti ed è essenziale prevenire l'impatto negativo del conflitto nella regione sull'economia globale, ha ammonito la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning in un briefing con la stampa. 

Ore 8.40: Israele, iniziata nuova ondata di attacchi a Teheran - Le Forze di difesa di Israele (Idf) hanno annunciato una nuova ondata di attacchi aerei contro la capitale iraniana Teheran. "L'Aeronautica militare israeliana ha iniziato attacchi su larga scala contro obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran", hanno riferito le Idf in una breve nota. 

Ore 8.02: "La Cia arma le forze curde per innescare la rivolta" - La Cia si sta adoperando per armare le forze curde e innescare una rivolta popolare in Iran. Lo hanno riferito alla Cnn diverse fonti a conoscenza del piano, dopo che altri media americani hanno riferito dei contatti avuti dall'amministrazione Trump con i leader curdi. Domenica scorsa il presidente Donald Trump ha avuto colloqui telefonici con i leader delle due principali fazioni curde in Iraq, Masoud Barzani e Bafel Talabani. E ieri ha parlato con il presidente del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (Kdpi), Mustafa Hijri, secondo quanto riferito alla Cnn da un alto funzionario curdo iraniano. La stessa fonte ha detto che le forze di opposizione curde iraniane dovrebbero partecipare nei prossimi giorni a un'operazione di terra nella zona occidentale dell'Iran. "Crediamo di avere una grande possibilità ora", ha detto la fonte. I gruppi armati curdi iraniani hanno migliaia di forze lungo il confine tra Iraq e Iran, principalmente nel Kurdistan iracheno. Nei giorni scorsi, cinque gruppi curdi iraniani (il Pdki, il Partito per una vita libera in Kurdistan, il Kurdish Freedom Party, Khabat Organization e Komala) hanno annunciato la formazione della Coalizione delle forze politiche del Kurdistan iraniano per "rovesciare la Repubblica Islamica dell'Iran, realizzare il diritto all'autodeterminazione del popolo curdo e istituire un'entità nazionale e democratica basata sulla volontà politica della nazione curda nel Kurdistan iraniano". Secondo la Cnn, qualsiasi tentativo di armare i gruppi curdi iraniani ha bisogno del supporto dei curdi iracheni per consentire il transito delle armi e per poter usare il Kurdistan iracheno come base. 

Ore 7.48: Katz, "il successore di Khamenei bersaglio da eliminare" - Chiunque venga nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei nel ruolo di leader "sarà inequivocabilmente un bersaglio da eliminare". Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz: "Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano per distruggere Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione e opprimere il popolo iraniano, sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare", afferma Katz in una dichiarazione. "Non importa come si chiama o dove si nasconde", afferma. "Continueremo ad agire con tutta la forza, insieme ai nostri partner americani, per smantellare le capacità del regime e creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa rovesciarlo e sostituirlo", aggiunge Katz, citato dal Times of Israel. 

Ore 7.23: Iran, abbattuto drone vicino all'aeroporto di Baghdad - Le forze irachene hanno intercettato e abbattuto un drone che tentava di avvicinarsi all'aeroporto internazionale di Baghdad. Lo riporta l'agenzia di stampa irachena Ina, precisando che non ci sono state vittime nè danni materiali. Sim 20260304T073734Z

Ore 6.59: Iran: nuovo raid Israele su roccaforte Hezbollah a Beirut - Un nuovo attacco aereo israeliano ha colpito questa mattina la periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, dopo che l'Idf aveva emesso un ordine di evacuazione. Questo attacco arriva dopo una serie di raid che, per la prima volta, hanno preso di mira un quartiere di Beirut vicino al palazzo presidenziale, nonché aree a sud della capitale libanese e l'antica città di Baalbek, nel Libano orientale, uccidendo 11 persone. 

Ore 6.44: Iran, "lanciati oltre 40 missili su obiettivi Usa e Israele" - L'Iran ha lanciato più di 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani diverse ore fa, secondo il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (Irgc). "Poche ore fa è iniziata la 17esima ondata dell'operazione True Promise 4 con il lancio di oltre 40 missili da parte delle Forze aerospaziali dell'Irgc verso obiettivi sionisti e americani", ha riferito l'agenzia di stampa Fars.

Ore 5.50: Qatar, base Usa di al Udeid colpita da un altro missile balistico - Il ministero della Difesa del Qatar ha confermato che due missili balistici sono stati lanciati dall'Iran verso il Paese nelle prime ore di stamattina. Le forze di difesa qatariote sono riuscite a intercettarne uno, mentre il secondo ha colpito la base aerea di Al Udeid. La struttura è la più grande installazione militare statunitense in Medio Oriente e ospita migliaia di militari Usa. Secondo un comunicato del ministero, a seguito dell'attacco non si registrano vittime. Al momento non è stata fornita una valutazione dei danni causati dall'impatto. 

Ore 5.43: Washington, "personale non essenziale può lasciare Arabia Saudita e Oman" - Il Dipartimento di Stato americano ha concesso al personale non addetto alle emergenze e alle loro famiglie in Arabia Saudita e Oman il permesso di lasciare il Paese: lo hanno fatto sapere le ambasciate statunitensi in entrambi gli stati del Golfo, mentre l'Iran lancia attacchi di rappresaglia in risposta ai raid aerei israeliani e statunitensi. Il Dipartimento "ha autorizzato i dipendenti del governo statunitense non addetti alle emergenze e i loro familiari a lasciare" l'Arabia Saudita e l'Oman "a causa di rischi per la sicurezza", hanno dichiarato le ambasciate statunitensi di Riad e Muscat in avvisi pubblicati sui loro siti web. L'Oman, che ha svolto un ruolo di mediazione nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, ha chiesto un cessate il fuoco nella guerra, mentre Riad ha condannato le salve iraniane, incluso un attacco all'ambasciata statunitense a Riad che ne ha costretto la chiusura martedì. 

Ore 5.23: Kuwait, schegge di ordino iraniano uccidono una bimba - Una bambina di 11 anni è morta in Kuwait dopo essere stata colpita dalle schegge di un proiettile intercettato durante gli attacchi iraniani in Medio Oriente, in risposta all'offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele contro la nazione persiana. Il Ministero della Difesa kuwaitiano ha dichiarato che le Forze Armate hanno neutralizzato e distrutto "obiettivi aerei ostili". Le schegge sono cadute in una zona residenziale e la bambina è rimasta gravemente ferita e trasportata in un ospedale vicino, dove l'equipe medica ha tentato di rianimarla, "ma è morta a causa delle ferite riportate". Ore prima, le autorità kuwaitiane avevano segnalato la morte di due membri delle loro forze armate, nonché "decine di feriti", a causa degli attacchi condotti dall'Iran da sabato scorso. "Questi attacchi sono stati diretti indiscriminatamente verso aree civili, in una flagrante violazione della sovranità e dello spazio aereo del Paese", ha dichiarato il Ministero degli Esteri kuwaitiano in un comunicato stampa pubblicato sui social media. 

Ore 4.59: "La Casa Bianca convoca le aziende della Difesa per accelerare la produzione di armi" - L'amministrazione Trump prevede di incontrare venerdì alla Casa Bianca i dirigenti dei maggiori appaltatori della difesa statunitense per discutere di come accelerare la produzione di armi, mentre il Pentagono lavora per rifornire le scorte dopo gli attacchi contro l'Iran e diverse altre recenti azioni militari. Lo hanno riferito a Reuters cinque persone a conoscenza del piano. Aziende come Lockheed Martin e la società madre di Raytheon insieme ad altri fornitori chiave, sono state invitate a partecipare all'incontro, hanno detto le fonti, parlando a condizione di anonimato. L'incontro sottolinea l'urgenza avvertita a Washington di consolidare le scorte di armi dopo che l'operazione in Iran ha fatto ampio ricorso alle munizioni. Da quando la Russia ha invaso l'Ucraina nel 2022 e Israele ha avviato operazioni militari a Gaza, gli Stati Uniti hanno utilizzato miliardi di dollari in scorte di armi, inclusi sistemi di artiglieria, munizioni e missili anticarro. Il conflitto in Iran ha consumato missili a più lungo raggio di quelli forniti a Kiev. Almeno una delle persone presenti ha affermato che l'incontro avrebbe dovuto concentrarsi sulla pressione sui produttori di armi affinché agissero più rapidamente per aumentare la produzione. L'incontro alla Casa Bianca avviene mentre il vicesegretario alla Difesa Steve Feinberg ha guidato i lavori del Pentagono negli ultimi giorni su una richiesta di bilancio supplementare di circa 50 miliardi di dollari che potrebbe essere stanziata già venerdì, ha affermato una delle fonti. I nuovi fondi serviranno a sostituire le armi utilizzate nei recenti conflitti, compresi quelli in Medio Oriente. La cifra è preliminare e potrebbe variare. 

Ore 4.34: "Emirati Arabi non valuterebbero di unirsi ad attacchi contro l'Iran" - Gli Emirati Arabi Uniti sembrano respingere un rapporto secondo cui starebbero valutando di unirsi agli Stati Uniti e a Israele per attaccare l'Iran. Martedì mattina, Axios ha riferito che Abu Dhabi sta valutando una misura senza precedenti in risposta agli attacchi missilistici e di droni iraniani contro il suo Paese. Poco dopo la notizia, gli Emirati Arabi Uniti hanno rilasciato una dichiarazione tramite la loro agenzia di stampa statale WAM, affermando di "non aver preso alcuna decisione per modificare la propria posizione difensiva in risposta ai ripetuti attacchi iraniani".

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