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Cina, spionaggio a Londra e tre arresti: anche il marito di Joani Reid, clamoroso scandalo politico

giovedì 5 marzo 2026

2' di lettura

Tre uomini sospettati di spionaggio a favore della Cina, tra cui il marito di una deputata scozzese, sono stati arrestati ieri e rilasciati su cauzione oggi nel Regno Unito nell'ambito di un'indagine sulla sicurezza nazionale, mentre Pechino ha denunciato quella che definisce un'esagerazione della presunta minaccia di spionaggio cinese.

La Metropolitan Police ha confermato che tre uomini di 39, 43 e 68 anni sono stati arrestati in Inghilterra e Galles nel quadro di un'inchiesta condotta dalle unita' antiterrorismo in base alla legge britannica sulla sicurezza nazionale e successivamente rilasciati su cauzione. Tra i fermati figura David Taylor, 39 anni, marito della deputata laburista Joani Reid, che ha preso pubblicamente le distanze dalle attività professionali del coniuge, lobbyista di professione, dichiarando in una nota di non essere coinvolta nell'indagine e di non aver mai visto nulla che potesse far sospettare una violazione della legge.

La polizia ha fornito pochi dettagli sulla natura dell'inchiesta, ma ha confermato che perquisizioni sono state effettuate agli indirizzi dei sospetti e in altre tre proprietà a Londra, Cardiff e nei pressi di Glasgow con il supporto delle unità antiterrorismo di Galles e Scozia.

Secondo la responsabile dell'antiterrorismo della polizia londinese, Helen Flanagan, gli arresti rientrano in un'indagine "proattiva" e, pur trattandosi di accuse gravi, non esiste al momento una minaccia diretta o imminente per la popolazione. Il caso ha provocato la reazione del governo cinese: la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, ha dichiarato che Pechino "si oppone fermamente all'esagerazione dei cosiddetti 'spioni cinesi' e ai tentativi di diffamare la Cina attraverso tali narrazioni".

Anche un portavoce dell'ambasciata cinese a Londra ha criticato coloro che nel Regno Unito "fabbricano cosiddetti casi di spionaggio per calunniare la Cina". Il governo britannico ha intanto riferito di essere in contatto con rappresentanti dell'amministrazione cinese sia a Londra sia a Pechino dopo gli arresti.

L'episodio si inserisce in un contesto di crescente attenzione delle autorità britanniche verso presunte attività di spionaggio attribuite alla Cina negli ultimi anni e arriva inoltre dopo che il governo di Londra ha approvato a gennaio l'apertura di una nuova ambasciata cinese nei pressi del Tower Bridge, progetto che ha suscitato polemiche tra alcuni politici e residenti per possibili implicazioni di sicurezza. 

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