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Per Friedrich Merz gli alleati socialisti sono ormai una palla al piede

Nel Baden-Württenberg (sudovest, la ricca regione della Porsche) i conservatori del Cancelliere testa-a-testa coi Verdi. AfD avanza ed è terza forza. Spd in estinzione
di Daniel Mosseri lunedì 9 marzo 2026

3' di lettura

Il governo federale tedesco esce più debole dalle elezioni in Baden-Württemberg. Dal voto per il rinnovo del Parlamento di Stoccarda, gli elettori del terzo Land tedesco per numero di abitanti (oltre 11 milioni) e per contributo al Pil nazionale non hanno fatto vincere il partito del cancelliere Friedrich Merz. Molto peggio è andata ai suoi alleati di governo socialdemocratici, usciti dalle urne con le ossa rotte. In apparenza la Cdu di Merz non è poi andata così male portando a casa, secondo l’ultima proiezione diffusa dalla stampa, un comodo 29,7% dei consensi, oltre cinque e punti e mezzo rispetto alle regionali del 2021. Tuttavia, i due obiettivi che il partito e il candidato alla poltrona di Ministerpräsident, il 37enne Manuel Hagel, si erano dati sono entrambi falliti (a meno di un ribaltone nello spoglio): superare la soglia del 30% ma soprattutto arrivare primi. Il salto in avanti della Cdu non è bastato a superare i Verdi che nonostante il passo indietro dal 32,9% del 2021 al 30,4% ieri, si confermano primo partito a livello regionale. Un risultato non scontato se si considera che gli ecologisti guidano il governo di Stoccarda dal 2011 – non raccolgono dunque il voto di protesta – e che per la prima volta da allora sono “orfani” del governatore uscente. Dopo tre mandati consecutivi alla testa del governo di Stoccarda (una volta in coalizione con i socialdemocratici e le altre due con la Cdu) il popolarissimo Winfried Kretschmann, 78 anni a maggio, ha passato il testimone al 59enne Cem Özdemir.

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Una scelta risultata vincente. Nato da genitori turchi a Bad Urach nel Württemberg dove la lingua corrente è lo svevo, Özdemir è stato fra l’altro europarlamentare e ministro federale dell’ambiente. Al pari di Kretschmann, anche Özdemir rappresenta l’ala “destra” dei Verdi e d’altronde nella regione con Mercedes-Benz, Porsche, Bosch, e SAP e con centinaia di imprese del Mittelstand, le pmi tedesche, un profilo da ecologista radicale non incontrerebbe il favore dei cittadini. Noto anni fa a Bruxelles e a Berlino per il suo tedesco forbito e distinto – Özdemir ha sempre avuto grande cura della sua immagine di figlio di immigrati che ha avuto successo – oggi il candidato governatore si lascia sfuggire con piacere toni e accenti del suo circondario a rimarcare la sua “origine sveva”. La Cdu si lecca invece le ferite: il partito ha fatto male a puntare su Hagel che ha scandalizzato tutti lasciando la regione per quattro giorni per recarsi negli Usa nel bel mezzo della campagna elettorale ma per la Welt ha fatto soprattutto male la Cdu ad accodarsi «alla politica di deindustrializzazione dettata dai Verdi». Certo, domani a Stoccarda il partito di Merz e di Hagel avrà più seggi e probabilmente più ministri regionali di ieri, e tuttavia brucia non aver riconquistato quel cadreghino da governatore che pure la Cdu aveva monopolizzato dal 1950 all’arrivo di Kretschmann nel 2011. E brucia ancor di più di non avere vinto in una regione i cui abitanti hanno un motto, in svevo naturalmente: «Schaffe, schaffe, Häusle baue», ovvero «Lavora, lavora, costruisci una casetta», una filosofia del fare, del risparmiare e del costruire oggi meglio interpretata dai Verdi e dall’AfD. Anche il partito sovranista tedesco è andato bene, raddoppiando abbondantemente i consensi dal 9,1% del 2021 al 18,8% di domenica e i deputati regionali da 17 a 34, un risultato tanto più considerevole per una formazione di solito fortissima nei Laender orientali da cui si scappa (all’ovest) in cerca di lavoro.

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L’anno elettorale per Merz e per la Cdu, che pure proprio a Stoccarda hanno celebrato di recente l’ultimo congresso, parte dunque in salita. Il 22 marzo va al voto la Renania-Palatinato, a settembre la Sassonia-Anhalt e il Meclemburgo-Pomerania anteriore (est), la Bassa Sassonia (ovest) e Berlino capitale. Friedrich Merz da ieri è più solo: la Fpd, il Partito liberaldemocratico alleato storico della Cdu in ogni governo statale o federale, precipita dal 10,5% al 4,4% dei consensi, restando fuori dal Parlamento di Stoccarda così come è rimasto fuori un anno fa dal Bundestag. La Spd fa appena meglio dei Liberali ma dimezza i propri voti dall’11 al 5,5%: parlare di reddito di cittadinanza e di pensioni per le mamme tedesche è una strategia stracotta che non incanta più nemmeno i pensionati e dà la misura di un vuoto pneumatico di idee tanto più che per la prima volta alle elezioni in Baden-Württemberg votavano anche i 16enni. Peggio che solo, Merz è male accompagnato.

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