La tragedia dell’incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, avvenuto nella notte di Capodanno 2026 e costato la vita a 41 persone con 115 feriti (tra cui diversi giovani italiani), sta provocando un nuovo scontro diplomatico tra Svizzera e Italia sulle spese mediche.
Gli svizzeri hanno ribadito con forza la richiesta di pagamento. Sia il Cantone Vallese sia l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali (Ufas) pretendono dall’Italia circa 108 mila euro (cifra destinata a salire) per il breve ricovero di alcuni ragazzi italiani ustionati negli ospedali elvetici."Come noi chiediamo a voi di pagare, voi potete chiedere di pagare a noi", ha affermato in sostanza la direttrice Doris Bianchi, ripetendo le parole del presidente cantonale Mathias Reynard. Secondo gli accordi europei, "le disposizioni sull’assistenza reciproca internazionale in materia di prestazioni si applicano anche alle vittime del rogo" di Capodanno.
La Svizzera si aspetta quindi che il ministero della Salute italiano paghi le cure, e in cambio invierà alla mutua LAMal le fatture per i pazienti svizzeri curati in Italia, come quelli ricoverati al Niguarda.L’ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, ha definito l’approccio "burocratico e non etico" e ha risposto con nettezza: "Se questi sono gli accordi, allora l’Italia rinuncia ad avvalersene: non fattureremo le spese dei due ragazzi svizzeri ricoverati da noi e ci aspettiamo che Berna faccia lo stesso".La premier Giorgia Meloni aveva già bollato la richiesta come "una richiesta ignobile". La polemica ha raggiunto anche le famiglie delle vittime. Michel Pidoux, padre di un ragazzo morto nel rogo, l’ha definita "uno scandalo" e "fredda burocrazia senza dignità", sottolineando che si tratta di un dramma europeo, non locale.