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Usa e Ue contro le mire cinesi su Taiwan

Prima di cedere alla autocrazia di Xi Jinping gli Usa e tutto l’Occidente ci devono pensare due volte. E poi decidere di mantenere ferma la posizione che è stata finora propria degli Usa
di Fabrizio Cicchitto domenica 17 maggio 2026

3' di lettura

Caro Direttore, Consenta a chi in Italia non è schierato in termini politico partici ma che a livello generale è per l’Occidente in termini di libertà, di garantisco e di riformismo, di sviluppare alcune riflessioni sul recente paradossale G2 che si è svolto fra Trump e Xi in ping. A questo incontro sono venute due risposte assai significative, anche se in contesti assai diversi, sia dall’Ucraina sia da Taiwan: entrambe queste due nazioni e questi due popoli, ciascuno a suo modo, stanno conducendo una grande battaglia per l’autonomia nazionale, per la libertà, per la democrazia e lo stanno facendo in termini avanzatissimi sul piano tecnologico. Fossimo in Trump ci penseremmo due volte a fare un baratto per la conquista Usa di Cuba a fronte di un cedimento alla Cina di Taiwan. Cuba è stata ridotta dal regime comunista in condizioni disastrose.

Taiwan esprime il massimo livello di tecnologia per alcuni prodotti che sono decisivi proprio per l’industria americana e inoltre, come Hong Kong prima che venisse spenta, è caratterizzata da un livello assai elevato di democrazia. Prima di cederla alla autocrazia di Xi Jinping gli Usa e tutto l’Occidente ci devono pensare due volte. E poi decidere di mantenere ferma la posizione che è stata finora propria degli Usa indipendentemente dai Repubblicani e dai Democratici. A sua volta l’Ucraina sta dando una lezione a tutto il mondo, in primo luogo ai servi sciocchi italiani di Putin da Conte a Travaglio per la sinistra, a Vannacci sulla destra. Altro che guerra per procura: l’Ucraina sta difendendo una storia da sempre insidiata dall’imperialismo russo. Adesso l’Ucraina ha trovato in se stessa la forza militare e le capacità tecnologiche per mettere in scacco l’aggressione russa. L’Ucraina sta rifornendo di droni gli Emirati, e potrebbe fare la stessa cosa anche con Trump rispetto ai problemi che ha con l’Iran. Ma da tutto ciò emerge una grande lezione per l’Europa. A fronte di uno schieramento culturalmente, politicamente e ed economicamente anti occidentale, che nella sostanza va dalla Cina- che segue una linea assai articolata - alla Russia, all’Iran, comunque l’unità tra gli Usa e l’Unione Europa rimane fondamentale con interessi reciproci sia per gli Usa, sia per l’Europa e per le singole nazioni europee. In ogni caso, a fronte delle incredibili oscillazioni e dell’economicismo fine a se stesso, da parte di Trump, l’Europa, come ha detto Draghi, deve fare un salto di qualità e deve riuscire ad andare oltre la dialettica tradizionale al suo interno fra sovranismo e federalismo e capire che è un suo interesse fondamentale, anzi, vitale dotarsi di una comunque politica estera e della difesa. Proprio incontri come quello fra Xi Jinping e Trump svoltisi alla insegna di una singolare doppiezza ispirata dalle reciproche ragioni di una politica di potenza, impone alla Europa un salto di qualità, capace di andare oltre le polemiche finora sviluppatesi fra l’europeismo tradizionale e un altrettanto tradizionale sovranismo.

Sia detto con il massimo rispetto: anche Papa Leone non può fare a meno di fare i conti con il fatto che la difesa della Europa richiede il riarmo perché esso è imposto dall’aggressività militare della Russia di Putin e proprio in questi giorni si è fatta sentire con bombardamenti intensi sulla Ucraina seguiti alla proposta beffarda di nominare Schröder come mediatore per le eventuali trattative tra Russia e Ucraina. Detto tutto ciò, caro Direttore, un’osservazione finale che invece riguarda solo e soltanto il nostro Paese. Il referendum sulla giustizia è andato nel modo che sappiamo, ma una serie infinita di casi, di cui Garlasco è solo la punta dell’iceberg, mettono in evidenza che per via legislativa, calibrando gli obiettivi, la riforma della giustizia si impone perché è una riforma di civiltà. Ma andiamo oltre il caso specifico, e traiamo da esso le ragioni per riformare una realtà, quella della giustizia, che da anni presenta agghiaccianti perversioni e iniquità.

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