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Le parole del Pontefice e i limiti dell'ultra-pacifismo

Anche in Spagna il Papa ha trattato politicamente conflitti e immigrazione Ma la dottrina cattolica da sempre contempla la "guerra giusta". E la difesa...
di Antonio Socci venerdì 12 giugno 2026

4' di lettura

Durante la visita di Leone XIV il popolo spagnolo è stato avvolto da quel vento di nostalgia che soffia in diversi Paesi occidentali e che viene chiamato «ritorno al cristianesimo».

Ma i media hanno preferito trattare da star il Papa, anziché narrare la rinascita della fede. Eppure Leone non è certo il tipo che gradisce l’apologia personalistica. La papolatria serve per ignorare la proposta cristiana del Pontefice. Si accentuano i suoi pronunciamenti politici, amplificando quelli che possono essere usati per la propria propaganda ed eludendo quelli scomodi (aborto ed eutanasia), con l’obiettivo costante di trasformare Leone XIV nel testimonial planetario della sinistra e dell’anti-trumpismo. Tuttavia, per obiettività, va detto che un problema c’è.

Leone XIV, anche durante questo viaggio in Spagna, alle sue belle meditazioni su Cristo ha accostato continuamente (spesso in modo artificioso) discorsi politici su immigrazione e guerra. E sempre in modo schierato (a sinistra). La Santa Sede dovrebbe riflettere sulla collocazione geopolitica che, di fatto, ha assunto dal 7 aprile scorso, quando il Papa – dopo undici mesi di scelta pastorale super partes, che gli aveva già attirato critiche da sinistra- ha lanciato il suo primo attacco contro il presidente Usa per l’intervento in Iran.

Trump ha replicato in modo scomposto. Ma le successive, continue critiche del Papa alla Casa Bianca, con la totale mancanza di critiche verso l’asse totalitario (l’Iran stesso, la Cina e la Russia), hanno di fatto spostato la Chiesa su una posizione decisamente anti-occidentale. Come ostile ai nostri Paesi sembra pure la continua predicazione a favore dell’immigrazione di massa, di cui al Papa sfuggono i colossali problemi di ordine pubblico, di sicurezza, di integrazione e di costi economico-sociali.

VORREI MA NON POSSO

Infine con il suo “pacifismo assoluto”, generico e sentimentale (del tutto opposto a S. Agostino), Leone XIV si è ingarbugliato in una posizione teologicamente confusa. Perché manifesta apertamente la volontà di cancellare la nozione di “guerra giusta”, ma sa di non poterlo fare perché spazzerebbe via millenni di dottrina cattolica su di essa (che ha, alla base, proprio il suo S. Agostino) e delegittimerebbe pure quel diritto all’autodifesa che oggi, per esempio, giustifica la resistenza dell’Ucraina all’invasione russa. È un vorrei, ma non posso. Nell’enciclica scrive: «Oggi è più che mai importante ribadire il superamento della teoria della “guerra giusta”», ma subito deve aggiungere «fermo restando il diritto alla legittima difesa intesa nel senso più stretto». Di fatto finisce per ripetere, con sommaria superficialità, ciò che già si legge nel Catechismo della Chiesa Cattolica, ma lascia intendere che vorrebbe andare oltre, cancellando l’idea di guerra giusta. Lo ha accennato pure, in volo per la Spagna, il 6 giugno. Quel giorno peraltro è l’anniversario del D-Day, lo sbarco in Normandia a cui partecipò il padre dell’attuale Papa, Louis, che si arruolò nella Marina degli Stati Uniti come volontario e venne a combattere in Europa. Sarebbe interessante sapere cosa pensa Robert Prevost, in quanto pacifista assoluto, della scelta eroica di suo padre.

Il card. Ratzinger, nel 2004, commemorando il 60° anniversario dello sbarco in Normandia, pronunciò parole molto profonde: «Oggi noi siamo grati al fatto che questo sia avvenuto, e a esser grati non sono soltanto i Paesi occupati dalle truppe tedesche. Noi stessi, i tedeschi, siamo grati perché, con l’aiuto di quell’impegno, abbiamo recuperato la libertà e il diritto. Se mai si è verificato nella storia un bellum justum è qui che lo troviamo, nell’impegno degli Alleati, perché il loro intervento operava nei suoi esiti anche per il bene di coloro contro il cui Paese era condotta la guerra.

Questa constatazione mi pare importante perché mostra, sulla base di un evento storico, l’insostenibilità di un pacifismo assoluto». Parole su cui anche Leone XIV può meditare. Senza l’intervento militare americano la Chiesa stessa in Europa e il Papato sarebbero stati schiacciati dai totalitarismi.

IL PAPÀ DI PREVOST

Louis Prevost aveva le idee chiare quando si arruolò. Non le aveva invece il figlio Robert Prevost quando, già ordinato prete, nel 1983, in Italia, a 28 anni, partecipava, con altri frati pacifisti, alle manifestazioni contro gli euromissili a Comiso che avevano la regia della sinistra e gli applausi dell’Urss, la quale aveva già piazzato i suoi missili e cercava di impedire alla Nato di contrapporre le sue difese. Gli euromissili contribuirono al collasso dell’Urss e all’incruento crollo dei regimi comunisti all’Est. Sono la prova che la condanna della deterrenza, fatta da Leone XIV nella sua enciclica, è sbagliata. Perché quegli euromissili della Nato ricrearono un equilibrio in Europa, fecero pressione sull’Urss e costrinsero Mosca a cambiare strada con Gorbacev. L’attuale Papa vorrà meditare sulle lezioni della storia? O continuerà a coltivare l’illusorio pacifismo giovanile tipo “mettete dei fiori nei vostri cannoni”? Il dilemma si pone anche per l’intervento Usa in Iran. È stato Avvenire, il giornale della Cei, il 28 maggio a titolare così la prima pagina: “I due laboratori segreti”. Sottotitolo: “Ecco i super-bunker dove l’Iran arricchisce l’uranio per la bomba nucleare. Accesso negato all’Agenzia per l’energia atomica”. Se avrà armi nucleari l’Iran le userà contro Israele, scatenando una guerra mondiale. O potrà ricattare l’Occidente. Di sicuro farebbe partire una corsa all’arma nucleare di Paesi dell’area come l’Arabia Saudita che si sentirebbero minacciati. Quindi cercare, con la forza e con le trattative, di impedire a quel regime sanguinario di arrivare all’arma nucleare è un intervento di difesa dell’umanità, per scongiurare un grande rischio atomico. Invece l’ingenuità pacifista può portare alla guerra.

www.antoniosocci.com

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