Giallo sulle parole del presidente americano Donald Trump a proposito di Giorgia Meloni. Il dubbio riguarda un'espressione in particolare. Non è chiaro, infatti, se il capo della Casa Bianca, al telefono con il corrispondente di La7 Daniele Compatangelo, abbia voluto dire "Mi sono dispiaciuto per lei" o "mi fa pena", dopo la presunta supplica della premier per avere una foto insieme. In questi casi, la traduzione si rivela importantissima, visto che le conseguenze possono essere pesanti. Proprio come in questo caso, considerato che si è già creato un incidente diplomatico tra Stati Uniti e Italia.
Secondo quanto ricostruito da Compatangelo, il tycoon avrebbe detto "I felt sorry for her" (e non "I'm sorry for her"). In effetti la frase "I felt sorry for her" si può tradurre letteralmente con la formula "Mi sono dispiaciuto per lei". Tuttavia, nell'utilizzo che ne viene fatto negli Stati Uniti, la frase risulterebbe dispregiativa e verrebbe considerata più comunemente come un "mi ha fatto pena" o "provo pena per lei".
Sulla mancanza dell'audio originale, invece, lo stesso Compatangelo ha spiegato: "Si tratta di precise direttive dello staff del presidente Usa, le chiamate non vengono diffuse con audio originale ma semplicemente trascritte". Parlando dei toni utilizzati dal tycoon, inoltre, il corrispondente ha aggiunto: "Il presidente Trump è imprevedibile. Noi l'abbiamo chiamato con l'intento di avere risposte su un altro argomento, invece il presidente aveva evidentemente qualcosa da dire sull'Europa, in questo caso sull'Italia, e ha preso la palla al balzo ed è partito per la tangente, come fa in realtà con diversi leader europei".