Dopo la qualificazione del Marocco ai quarti di finale del Mondiale americano, arrivata con un secco 3-0 contro il Canada a Houston, i battaglioni di “maranza” hanno riproposto lo stesso pessimo copione che da anni trasforma in trincee le principali città europee. Da Londra a Rotterdam, passando per i quartieri periferici e centrali di città italiane come Torino, Milano e Bologna, le strade vengono sempre messe a ferro e fuoco. Un problema serio che non si può archiviare come un semplice “eccesso di tifo”, ma che assomiglia più a una sfacciata dimostrazione di forza da parte di gruppi di ragazzi che rifiutano le regole della società civile. Specie nel capoluogo piemontese, dove il caos vero è scoppiato nel quartiere Barriera di Milano. A partire da via Giulio Cesare, sono state prese in ostaggio dalle bande di “nuovi italiani” che si sono messe a sparare fuochi d’artificio ad altezza uomo, puntandoli dritti contro le auto e le persone che passavano di lì. Vieppiù che il blocco totale del traffico e il terrore dei residenti sollevano di nuovo parecchi dubbi su come sia gestita la sicurezza dall’amministrazione “rossa” di Stefano Lorusso. La città della Mole, una volta i pro-Pal, un’altra gli antagonisti di Askatasuna, un’altra ancora i maranza, sembra ormai la Gardaland del disagio. Ma lo stesso dicasi per la Roma di Roberto Gualtieri, dove i maranza stanno da settimane assaltando la zona del Colosseo senza che sia necessaria una partita di calcio. Figurarsi ora che il match si trasformerà in un’altra miccia. Scene identiche si sono viste nei Paesi Bassi, dove le autorità hanno dovuto schierare in anticipo la polizia in tenuta antisommossa, insieme a unità cinofile e agenti a cavallo, per presidiare i quartieri più a rischio di Amsterdam, Rotterdam e Utrecht. Nonostante ciò, il bilancio finale parla di furgoni della polizia assaltati, auto private incendiate e petardi lanciati contro gli agenti.
Tutta questa devastazione non è certo una sorpresa, ma segue una scia già vista durante i Mondiali del 2022 in Qatar. All’epoca, la corsa del Marocco si fermò in semifinale ancora contro la Francia, lasciando dietro di sé una scia di danni pesantissimi nelle piazze europee. Atti di vandalismo, feriti, negozi spaccati e scontri durissimi con la polizia videro come protagonisti immigrati di seconda, terza e ormai quarta generazione, mettendo a nudo il fallimento dei progetti di integrazione. Ora che le due nazionali stanno per affrontarsi di nuovo nei quarti di finale (giovedì alle 22), la preoccupazione tra i sindaci e i governi aumenta di ora in ora. Alcune amministrazioni locali in Francia, sapendo quanto sia esplosiva questa serata, hanno deciso di rompere gli indugi. A cominciare da Tolosa, dove il sindaco Jean-Luc Moudenc (repubblicano) s’è mosso d’anticipo introducendo già ora un coprifuoco totale per i ragazzi sotto i 16 anni che girano da soli. Il divieto scatterà dalle 22 alle 5 del mattino e verrà usato ogni volta che ci sarà una “partita a rischio”. Una decisione che dimostra il clima da legge marziale che si respira, e che molte altre città francesi potrebbero copiare a breve.
Il pugno di ferro oltreconfine ha come succedaneo italiano il tentativo di applicazione del Decreto Caivano varato dal Governo nel 2023 ed esteso, specie nell’uso del Daspo urbano (il divieto di frequentare zone come stazioni, piazze e parchi) anche ai ragazzini dai 14 anni in su, proprio per arginare sia il fenomeno maranza che quello delle baby-gang. Del resto, abbiamo visto tutti cos’è accaduto a Parigi appena poche settimane fa, il 31 maggio 2026, con la festa per la vittoria del Paris Saint-Germain in Champions League contro l'Arsenal che si è trasformata in un disastro totale per l’ordine pubblico. Gruppi di violenti hanno bloccato le arterie urbane, saccheggiato i negozi e fatto la guerra alla gendarmeria nella zona del Parco dei Principi. La notte parigina è diventata un campo di battaglia con un morto, più di 200 feriti e oltre 400 arresti. Ma un assaggio lo abbiamo avuto anche a Milano nel 2023, con la Darsena che sembrava un campo di soft-air dopo la sfida europea tra Milan e Psg. Gli ultrà parigini, dopo lo smantellamento della storica Kop of Boulogne (bianca, nazionalista e di estrema destra), dal 2016 attingono a piene mani dalla Virage Auteuil, la curva storicamente multietnica, antirazzista e specchio della Parigi moderna e delle sue periferie (le banlieues). Quindi, tra coloro che sosterranno tanto la Francia quanto il Marocco, ma soprattutto la smania di scontri a prescindere, ci saranno anche molti di loro, perfettamente in grado di replicare quelle prodezze insieme ai “colleghi” di Lione o Marsiglia. Con questi chiari di luna, il quarto di finale tra Francia e Marocco smette di essere una partita di pallone. Diventa invece un test decisivo per capire se le città europee siano ancora in grado di garantire la sicurezza o debbano rassegnarsi a diventare ostaggio delle bande di “risorse”.