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L'Iran minaccia anche gli arabi

La stampa di regime pubblica un’altra serie di ritratti di leader nel mirino. Stavolta tocca agli sceicchi del Medio Oriente
di Carlo Nicolato lunedì 13 luglio 2026

2' di lettura

Vendetta universale: quella giurata da Mojtaba Khamenei non è solo un attacco mirato a una lista di «criminali» colpevoli di aver martirizzato «il sangue puro del leader», ovvero di aver eliminato il padre Alì, ma un «movimento globale» che riguarda «i popoli liberi del mondo». Insomma, secondo il parlamentare iraniano Alaeddin Boroujerdi, uno dei personaggi più in vista dell’ala estremista di Teheran, nessun luogo al mondo per Trump e Netanyahu sarà sicuro, nemmeno la Casa Bianca, perché a questa caccia all’uomo sono invitati, anzi sono «obbligati», tutti gli individui e i popoli che si ritengono liberi.
All’indomani dell’annuncio della Guida Suprema si susseguono appelli e precisazioni sempre più preoccupanti, che fossero sui social o sulle pagine dei giornali iraniani.
Su uno di questi chiamato Asre Iranian (l’era degli iraniani), viene pubblicata un'intera pagina titolata «Vendetta certa sui criminali» con al centro un cartello già apparso durante i funerali di Khamenei sul quale appare la scritta in inglese We will kill Trump e la traduzioni in farsi. Attorno a questo le immagini dei principali target, a cominciare proprio dal presidente Donald Trump e dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, proseguendo con il presidente degli Emirati arabi Mohammed bin Zayed, il sovrano del Bahrein Hamad bin Isa, l’emiro del Kuwait Mashal Al-Ahmad Al-Sabah, nonché altri leader americani e israeliani come il segretario di Stato Marc Rubio, il vicepresidente JD Vance, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, il ministro della Difesa Israel Katz o il capo dell’Idf Eyal Zamir.

VENDETTA CERTA
In questa lista mancano i leader europei, presenti invece nella prima pubblicata già domenica sera dalla versione on line di Hamshar. Qui non mancano il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e anche la nostra premier Giorgia Meloni, tutti vestiti con la tuta arancione dei prigionieri delle carceri americane. Hamshar titola utilizzando le parole stesse di Mojtaba, «La vendetta è certa, i criminali porteranno nella tomba il desiderio di una morte pacifica».
Circa il tipo di vendetta che avverrà, a detta del consigliere militare personale della Guida Suprema Mohsen Rezaei, «gli Stati Uniti e Israele hanno oltrepassato i limiti dell'Iran e dovrebbero ricevere una risposta proporzionata, al fine di evitare che vengano accusati di aver ucciso i leader di altri Paesi», ha aggiunto.

LIBERARE GERUSALEMME
Il quotidiano Kayhan, considerato il principale organo di propaganda del regime, ha invece scritto che «un attacco contro Israele rappresenterebbe un colpo devastante per gli Stati Uniti», rappresentando la vera ritorsione del popolo iraniano per tutti i torti subiti. Anche l'ex vice presidente del Parlamento Ali Motahari ha affermato che la «vendetta finale» per l'uccisione dell'ex Guida Suprema sarà «la liberazione di Gerusalemme». Nei commenti alla notizia riportata sui social da International News qualcuno fa addirittura notare che anche lo stesso sindaco di New York Zohran Mamdani è un musulmano sciita e solo qualche giorno fa un suo collaboratore ha tentato di organizzare un incontro clandestino con l’ambasciatore iraniano all’Onu.

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