Vladimir Putin potrebbe essere davanti a una scelta sempre più difficile. La guerra in Ucraina non produce i risultati sperati dal Cremlino e in Russia si torna a valutare una nuova mobilitazione di massa. Ma dalle esercitazioni militari emerge anche un altro scenario, ben più pericoloso: l’apertura di un nuovo fronte a Kaliningrad, l’enclave russa incastrata tra Polonia e Paesi Baltici. Lo racconta, nella sua analisi geopolitica, Federico Rampini sul Corriere della Sera. La NATO è, perciò, costretta a contemplare questo nuovo scenario.
Le forze armate russe starebbero infatti verificando la capacità di assorbire una nuova mobilitazione: richiamare i riservisti, alloggiarli, nutrirli, equipaggiarli e addestrarli. Questo non significa – precisa Rampini - che la decisione sia stata presa. Il Cremlino potrebbe attendere almeno le elezioni parlamentari di fine settembre. Ma il collaudo delle procedure indica che l’ipotesi è ormai entrata nella pianificazione concreta.
Il problema è soprattutto sul campo. Putin continua a voler conquistare l’intero Donbass, mentre i progressi russi restano "lenti e costosi". Ha reclutato perfino mercenari sudafricani, oltre ai nordcoreani forniti da Kim. La guerra ha dimostrato che, nonostante droni, missili e bombe plananti, servono ancora uomini per conquistare e occupare il territorio. Una nuova leva, però, avrebbe tempi lunghi: secondo Michael Kofman – citato sempre da Rampini come uno dei maggiori studiosi delle forze armate russe - una mobilitazione decisa ora arriverebbe troppo tardi per produrre risultati prima dell’inverno e sarebbe soprattutto un investimento sulla campagna del 2027. Ed è qui che entra in scena Kaliningrad.
L’enclave è contemporaneamente una forza e una debolezza per Mosca: consente di schierare forze navali, missili e difese antiaeree vicino ai Paesi Nato, ma in caso di guerra sarebbe isolata dal resto della Russia. Il punto più delicato è il corridoio di Suwałki, una fascia di territorio lunga circa sessanta chilometri tra Polonia e Lituania. Rotta commerciale di grande importanza strategica per il collegamento tra Kaliningrad e la Bielorussia. Se venisse interrotto, Estonia, Lettonia e Lituania perderebbero il collegamento terrestre con il resto dell’Alleanza. E l’Europa guarda con crescente attenzione a quella sottile striscia di terra che potrebbe trasformarsi nel prossimo punto caldo.