CATEGORIE

La Wagner stecca in Africa: i jihadisti più forti dei russi

E adesso che si fa? È la domanda che si stanno ponendo le giunte militari del Sahel, dal Mali al Burkina Faso fino al Niger
di Carlo Nicolato lunedì 31 agosto 2026

3' di lettura

E adesso che si fa? È la domanda che si stanno ponendo le giunte militari del Sahel, dal Mali al Burkina Faso fino al Niger. Hanno cacciato i francesi, hanno cacciato gli americani - troppi discorsi sui diritti umani, troppe lezioni di democrazia, soprattutto da Washington - e hanno chiamato i russi, ma non è andata esattamente come avevano previsto. D’altronde la narrazione del Cremlino appariva irresistibile. Mosca si proponeva come un partner pragmatico, duro, senza complessi di colpa coloniale e soprattutto privo del vizio occidentale di fare la morale sui diritti umani o sulla legalità costituzionale. C’era solo da pagare una stecca in oro, diamanti, uranio e concessioni minerarie. Si poteva fare. Quindi via a furor di popolo l’operazione Barkhane, via la Minusma dell’Onu, via le basi Usa di Agadez, dentro la Wagner che poi, morto Prigozhin, è diventata Africa Corps (stessa roba ma con il timbro del Ministero della Difesa russo). Tante promesse però risultati decisamente mediocri.

Prendete il Niger. Sabato Niamey ha fatto circolare la notizia: tentata rivolta sedata grazie al supporto dei «partner russi». Mosca ha subito rilanciato: operazione riuscita, stabilità garantita. In realtà in Niger i russi sono poche decine, più che altro addetti alla protezione della giunta. Dovevano fare la guerra ai jihadisti del Jnim (Jama'a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin) e dell’Is Sahel che controllano metà delle piste tra Tillabéri e la frontiera maliana, ma non si sono mai visti, non perlustrano, non tengono il territorio, non escono dai compound se non per scortare un convoglio di carburante. Si limitano a difendere malamente lo status quo. Il problema di Putin ovviamente è la guerra in Ucraina che assorbe uomini, armi, rubli e attenzioni.

L’Africa è utile per la propaganda - guardate, l’Occidente perde influenza, ecco pronta l’alternativa - ma non ci sono i mezzi. Risultato: L’Africa Corps in tutto il Sahel non ha mai superato i 2.000-2.500 uomini contemporaneamente, divisi tra Mali, Burkina e Niger. Per un’area grande come mezza Europa. In Mali la fregatura si vede ancora meglio. È lì che i russi sono dal 2021 ed è lì che il flop è totale. Da quando i francesi e l’Onu se ne sono andati, i jihadisti non sono arretrati di un metro. Anzi. Il Jnim a settembre 2025 ha imposto il blocco del carburante verso Bamako, poi a maggio il blocco totale della capitale. I convogli dell’esercito maliano arrivano solo se scortati dai russi, e a volte nemmeno. Il 25-27 aprile di quest’anno Jnim e Fronte di Liberazione dell'Azawad hanno lanciato un’offensiva coordinata. Kidal, Tessalit e Aguelhok, le capitali del nord, sono cadute. A Kidal i russi sono stati circondati e hanno dovuto negoziare la ritirata sotto mediazione algerina, sbeffeggiati dai ribelli mentre uscivano. I report Osint del 7 maggio 2026 parlano di 3 basi perse e circa 2.500 uomini travolti simultaneamente in 7 città.

Ai russi non resta che la vecchia tattica di Prigozhin, la brutalità. Nel 2025 l’Africa Corps insieme all’esercito maliano ha ucciso 918 civili, contro i 232 uccisi da Jnim e Is Sahel messi insieme. In pratica le truppe russe e governative ammazzano più civili dei jihadisti rendendo immensamente più facile il reclutamento di questi ultimi. Ogni abuso spinge una famiglia a cercare protezione proprio in chi i russi dovrebbero combattere. I francesi avevano i loro interessi, certo. Gli americani almeno facevano intelligence, droni, supporto aereo. I russi non fanno nemmeno quello. Così oggi il Sahel è più insicuro di tre anni fa. E non è una buona notizia nemmeno per l’Italia e il Piano Mattei.

tag
russia
jihad
africa

Lo zar Putin pialla l'Ucraina coi droni e pensa a una nuova invasione

Devastazione Ucraina, Zelensky posta i video dei raid russi: "Per ogni crimine chiediamo risposte"

Devastazione Ucraina, attacco russo nella regione di Kiev: 37 morti e vasti incendi

Ti potrebbero interessare

Putin pialla l'Ucraina coi droni e pensa a una nuova invasione

Matteo Legnani

Ucraina, Zelensky posta i video dei raid russi: "Per ogni crimine chiediamo risposte"

Redazione

Ucraina, attacco russo nella regione di Kiev: 37 morti e vasti incendi

Nato, maxi esercitazione nel Baltico: "Simulato l'assedio di Kaliningrad", tensione con la Russia

Italiana morta in Svizzera, arrestato il killer: ecco chi è

È stato fermato e arrestato il presunto autore della sparatoria al rave party ad Aarau in Svizzera, dove è...
Redazione

Putin pialla l'Ucraina coi droni e pensa a una nuova invasione

Nelle stesse ore in cui, ieri, l’inviato del Papa, monsignor Paul Gallagher, riferiva a Roma del suo viaggio a Mos...
Matteo Legnani

L'Islanda rimette in congelatore l'Ue

«L’Islanda dovrebbe riprendere i negoziati per l’accesso all’Unione europea?». La risposta...
Mauro Zanon

Ma il problema non era l'est sovranista?

Il paradosso europeo è che i Paesi dell’est accusati di sovranismo sono quelli che credono di più ne...
Giovanni Longoni