Il presidente americano Donald Trump ha anticipato a sabato sera il suo rientro da Camp David, in Maryland, alla Casa Bianca. Una decisione che arriva in un momento delicato della crisi con l’Iran e che il presidente Usa accompagna con parole tutt’altro che rassicuranti. «Le opzioni sono: annientare l’Iran, lasciarlo andare in rovina economicamente o raggiungere un accordo. La mia domanda è: se e quando farò saltare in aria l’intera nazione? È meglio che si comportino bene», ha detto Trump a Fox News, spiegando che gli Stati Uniti sono ormai «in una fase decisionale» e lasciando intendere che nei prossimi giorni potrebbero accadere «cose molto importanti». Trump si è detto «aperto» a un incontro con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, dopo che Teheran ha inviato un elenco di richieste per porre fine al conflitto, ma il rientro anticipato alimenta inevitabilmente le speculazioni su una possibile nuova escalation.
Secondo quanto riportato da The Hill, il ritorno del presidente a Washington fa seguito a «un nuovo allarme di sicurezza» emesso sabato dal Dipartimento di Stato. Il dipartimento ha consigliato ai cittadini americani residenti in Medio Oriente di «esercitare una maggiore vigilanza» e di prepararsi a possibili interruzioni dei viaggi a causa dei nuovi attacchi contro l’Arabia Saudita degli Huthi, i ribelli filo -iraniani dello Yemen. Questi ultimi avrebbero però accettato di non prendere di mira interessi degli Stati Uniti. «Il presidente ha affermato che gli Stati Uniti sono in costante contatto con gli Huthi e che questi hanno accettato di non combattere contro gli Stati Uniti», ha riferito in diretta il giornalista di Fox News Trey Yingst.
Al centro dell’agenda di Trump non c’è solo Teheran, ma anche la corsa all’intelligenza artificiale con la Cina. Il presidente americano, in questo senso, ha annunciato sabato in un post su Truth una nuova «AI Force», paragonandola alla Space Force del primo mandato. «Non ostacoleremo né soffocheremo in alcun modo la crescita di questo incredibile settore. Al contrario, lo sosterremo, lo aiuteremo e lo sorveglieremo durante la sua espansione!», ha scritto Trump. Il progetto si inserisce in una strategia già avviata sul piano militare e della sicurezza nazionale. A giugno Trump ha ordinato di accelerare l’integrazione dell’IA nelle forze armate e nell’intelligence: nuovi modelli nei sistemi classificati, infrastrutture di calcolo ad alta sicurezza, reclutamento di esperti e direttive aggiornate sulle armi autonome. «L’intelligenza artificiale è la prossima rivoluzione industriale, o internet, ma sarà ancora più grande e di maggiore impatto, arrivando potenzialmente a rappresentare fino al 25% del Pil del nostro Paese. Siamo all’avanguardia rispetto alla Cina e al resto del mondo, e intendo mantenere questa posizione», ha sottolineato.
La dimensione militare torna anche in un altro progetto altamente simbolico: il grande arco monumentale che Trump vuole costruire a Washington. La struttura, pensata per celebrare i 250 anni degli Stati Uniti e prevista nei pressi del Lincoln Memorial e del cimitero di Arlington, potrebbe ospitare anche droni e cecchini. Il progetto, annunciato da Trump su Truth, è ancora al centro di contestazioni legali, ma l’idea di affiancare alla funzione celebrativa quella militare racconta bene la centralità attribuita dalla Casa Bianca al tema della sicurezza e della proiezione della potenza americana.
Trump non guarda soltanto al Medio Oriente e alla Cina, ma anche all’Artico e al Nord Atlantico. A inizio settembre, il tycoon aveva pubblicato sui social una mappa del Nord America in cui l’arcipelago francese di Saint-Pierre e Miquelon (insieme alla Groenlandia) erano contrassegnate con la bandiera degli Stati Uniti. Sabato, appena sbarcato nell’arcipelago per una visita ufficiale di tre giorni accanto al primo ministro canadese Mark Carney, il presidente francese Emmanuel Macron ha liquidato la provocazione di Trump definendo l’appartenenza di Saint-Pierre e Miquelon alla Francia come «un’evidenza» su cui non ci sono discussioni e aggiungendo che non si può riaffermarlo ogni mattina solo perché qualcuno «ha delle strane idee».