Un'implementazione rapida delle norme sui migranti, inclusi gli hub nei Paesi terzi. E' quanto chiedono Giorgia Meloni e Mette Frederiksen in una lettera sottoscritta da altri 17 leader europei e indirizzata ai vertici Ue.
"Alcune iniziative sono già operative, come la cooperazione tra Italia e Albania. Altri Paesi stanno ora lavorando per attuare le nuove possibilità, compresi gli hub nei Paesi terzi. Incoraggiamo gli Stati membri che lo desiderino a perseguire tali soluzioni e a collaborare con potenziali partner. Incoraggiamo inoltre la Commissione a continuare a sostenere gli Stati membri in questi sforzi", si legge nel testo.
"Deve essere sempre una decisione democratica stabilire chi possa entrare e rimanere nei nostri Paesi. È fondamentale continuare a mettere in discussione lo status quo, in cui i trafficanti di esseri umani fanno fortuna e la migrazione viene strumentalizzata. Negli ultimi anni ci siamo uniti per trovare soluzioni alle sfide migratorie dell'Europa. Questo mese sono state raggiunte nuove importanti tappe fondamentali con l'accordo sugli ultimi elementi di una nuova legislazione chiave. La maggioranza degli Stati membri ha partecipato al lavoro su soluzioni nuove e innovative che possano contribuire a ridurre i flussi migratori irregolari verso l'Europa e ad aumentare il tasso di rimpatri".
"Insieme - prosegue il testo firmato Meloni-Frederiksen -, abbiamo ridefinito il dibattito europeo sulla migrazione e raggiunto un ampio consenso sulla necessità di una politica migratoria europea che sia al tempo stesso risoluta ed equa. Una politica migratoria che salvaguardi la coesione delle nostre società e garantisca protezione alle persone più vulnerabili".
La lettera ha fatto seguito alla riunione dei 19 leader a margine della seconda giornata del Consiglio europeo. "Ora dobbiamo mostrare risultati concreti che facciano davvero la differenza per i nostri cittadini e portare avanti quanto prima soluzioni basate nei Paesi terzi. Dobbiamo sfruttare appieno le nuove possibilità ed essere pronti ad affrontare efficacemente gli ostacoli rimanenti per garantire che le nuove soluzioni diventino realtà. Riteniamo che questo sia il modo più efficace per smantellare i modelli di business dei trafficanti di migranti, eliminare gli incentivi alla migrazione irregolare verso l'Europa e garantire il rimpatrio di coloro che non hanno il diritto legale di soggiornare in Europa. Nel rispetto del diritto dell'Ue e del diritto internazionale e in stretta cooperazione con i Paesi terzi", si sottolinea nel testo della missiva.
Giovedì la giornata del Consiglio europeo è stata segnata da un aspro confronto verbale tra Meloni e il premier socialista spagnolo Pedro Sanchez. Secondo la ricostruzione del Mattinale Europeo, la premier danese Fredriksen, che è socialdemocratica ma è una 'dura' in materia di migrazioni, avrebbe lodato il regolamento rimpatri da poco approvato dal Parlamento Europeo, cosa che avrebbe provocato l'intervento di Sanchez, compagno di eurogruppo, che invece ha criticato il medesimo provvedimento, ritenendolo inefficace.
A quel punto Meloni, che è dei Conservatori, avrebbe preso la parola, criticando la decisione della Spagna di regolarizzare centinaia di migliaia di migranti irregolari, sostenendo il provvedimento che avrebbe un impatto anche sui Paesi vicini alla Spagna. Il collega belga Bart De Wever, un altro Conservatore, avrebbe preso la parola a sua volta, sottolineando di essere dalla parte della collega danese. Un alto funzionario Ue conferma all'agenzia Adnkronos che "c'è stata effettivamente una discussione" tra Meloni e Sanchez, aggiungendo però di non poter entrare nei dettagli delle conversazioni avvenute nel Consiglio Europeo.
Un secondo alto funzionario osserva che la cosa è stata "un po' più sfumata". Una terza fonte Ue non smentisce e non conferma: "No comment...". Una quarta fonte Ue conferma che la ricostruzione "è corretta", tuttavia il ruolo 'guida' nello scambio lo avrebbe avuto Fredriksen, con Meloni e De Wever a sostegno. Meloni e Sanchez hanno avuto un bilaterale prima del summit, confermando la linea comune in materia di Mff 2028-34, ma in materia di migrazioni ci sono differenze di linea politica tra i due leader che sono note e che nessuno dei due ha mai nascosto.