(Adnkronos) - "Ad attenuare l'impatto sul sentiment del fiasco sui Pmi, il successo dell'asta spagnola - aggiunge lo strategist - con il Tesoro che ha piazzato agevolmente 3,5 mld di 3 anni a fronte di domanda vigorosa (2,5 volte la size emessa). Cosi, per una volta, le borse periferiche hanno outperformato quelle core, rimaste ostaggio dei dati. Meno evidente l'impatto sugli spread, che dopo un bel movimento sono tornati in linea coi valori di ieri (235 area sia per i Btp che per i Bonos). In Usa il calendario macro era nuovamente affollato: i jobless claims (richieste sussidi di disoccupazione, ndr) hanno ben figurato, calando a 323.000 da 344.000 contro 335.000 attesi. Pur con l'incertezza dovuta alla giornata del veterano, si tratta di un dato che depone bene per i payrolls (occupati non agricoli, ndr) di novembre". "Il Ppi (indice dei prezzi alla produzione, ndr) di ottobre - prosegue Sersale - continua a mostrare la consueta picture di disinflazione di origine commodities sul dato headline, e scarse pressioni inflazionistiche sul dato core. In generale dai prezzi alla produzione vengono pochi segnali di un accelerazione di quelli al consumo. Il Philly Fed di novembre ha mostrato un calo significativo e inatteso (6,5 da 19,8 contro attese per 15). Se il dato di ottobre mostrava una forza sorprendente a fronte delle vicende dello shutdown, questo dato sembra indicare un tardivo riconoscimento dell'impatto. Il ridimensionamento è presente anche nei sottoindici, con i new orders (nuovi ordini, ndr) che passano da 27,5 a 11,8 e l'employment (occupazione, ndr) che passa da 15,4 a 1,1. Dopo l'Empire (New York) questa è la seconda survey regionale a deludere a novembre. Il quadro macro Usa diventa sempre più difficile da interpretare".