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**Banche & assicurazioni** (14)

domenica 24 novembre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - "Non ritengo ci siano stati contatti" in merito a un possibile acquisto di Mps, almeno "non con il management, forse a livello di azionisti". Lo ha affermato il presidente di Monte Paschi, Alessandro Profumo. "Per me, per il consiglio di amministrazione, il compito è far si' che Mps diventi una banca privata e indipendente: se questo porta all'acquisto della banca, va bene, non c'è niente da difendere", prosegue. In altre parole "se qualcuno vuole venire e acquisire la banca siamo felici" ma, sottolinea Profumo, "non ritengo che questo avverrà". Mps: Profumo a Fondazione, noi operiamo nell'interesse di tutti i soci Sull'aumento di capitale di Mps, tempistica inclusa, i vertici della banca operano nell'interesse di "tutti gli azionisti". Così il presidente di Banca Mps, Alessandro Profumo, ha risposto alle parole del presidente della Fondazione Mps Antonella Mansi, secondo la quale una ricapitalizzazione a gennaio 2014 sarebbe eccessivamente penalizzante per l'Ente. "Noi - ha affermato Profumo - ci muoviamo sulla base di ciò che dice il codice civile, cioè che il consiglio di amministrazione deve operare nell'interesse prima di tutto dell'azienda e di tutti gli azionisti. Quindi, noi faremo tutte le nostre valutazioni sulla base dell'interesse di Mps e sulla base degli interessi del 100% degli azionisti". Carige: dirigente Isvap, Giannini mi disse 'che dico a ministro Scajola? 'Non solo "comprensione" verso i Ligresti, ma anche verso il gruppo Carige sarebbe stato mostrato dall'ex presidente della Isvap Giancarlo Giannini. In un verbale del 20 dicembre scorso, un dirigente dell'autorità di controllo Antonio De Pascalis, spiega al pm di Milano Luigi Orsi che nel 2003 il gruppo Carige "aveva presentato bilanci censurabili. In sostanza Carige metteva a conto economico come ricavi quelli che acquisiva come finanziamenti". Banca Carige nel 2003 stava procedendo all'aumento di capitale "e la censura del bilancio del controllata costituiva un problema", spiega il dirigente Isvap sentito come persona informata dei fatti. "Ben, ricordo che Giannini mi chiamò e mi disse 'cosa dico al Ministro Scajola?' ministro delle Attività Produttive e uomo politico ligure evidentemente interessato alla vicenda; il procedimento fu avocato dalla Mazzarella e io non me ne occupai più". Secondo il testimone la Vigilanza 2 dell'Isvap "seguiva le società 'amiche' del presidente Giannini (ad esempio Fondiaria, Mediolanum, Carige, Poste Vita) mentre in Vigilanza 1 si trovavano le società 'non amiche', su tutte Generali che Giannini detestava perché aveva lanciato un'Opa ostile su Ina Assitalia. A questo proposito ricordo che Giannini chiamava me e Magaudda sollecitandoci ispezioni su Generali. La cosa particolare è che all'interno di Generali non si bastonava mai la partecipazione Assitalia". (segue)

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