Milano, 17 ott. - (Adnkronos) - "Il compromesso trovato a Washington sposta semplicemente la questione al nuovo anno con il rischio più che probabile di trovarci ancora di fronte a questo nuovo circo da gennaio in poi". E' quanto osserva l'analista di Cmc Markets, Michael Hewson, in riferimento all'accordo raggiunto che alza il tetto del debito americano e interrompe lo shutdown. "Dopo diciassette giorni di minacce, i repubblicani se ne escono con le pive nel sacco mentre l'economia americana ha subito danni importanti in termini di produttività e fiducia. Per cosa poi? Per fare la guerra con la cerbottana?" domanda Hewson. L'esperto ricorda poi che "Standard and Poor's ha calcolato che a seguito del downgrading delle stime di crescita dal 3 al 2%, lo shutdown è già costato agli Usa 1,5 miliardi di dollari al giorno". Sul fronte macroeconomico, "avremo un bel po' di dati macroeconomici sui quali riflettere anche se i numeri di ottobre e novembre andranno comunque considerati distorti e pertanto anche la Fed non potrà disporre dei dati sufficienti per determinare l'avvio del tapering. Che sicuramente non avverrà quest'anno e che ha pochisisme possibilità prima della seconda metà del prossimo anno". Tutto questo, dice Hewson, "suggerisce due cose: la prima è che il rally di borsa degli ultimi giorni ha probabilmente già prezzato nei valori l'epilogo positivo a Capitol Hill; la seconda è che i trader riconoscono che i recenti avvenimenti possono solo contribuire a spostare il problema solo di qualche mese. A questo punto quindi non escludiamo che gli asset difensivi possano tornare nei portafogli in quanto si avvertono già i primi segnali sul fatto che l'economia reale abbia già mostrato insofferenza circa la prossima deadline". Sul fronte dei cambi, "àa permanenza dell'euro intorno ad area 1,345 dollari riapre le possibilità di un ritorno verso 1,332".