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Mps: Mancini, impossibile ulteriore indugio su statuto Fondazione

domenica 19 maggio 2013

2' di lettura

Siena, 17 mag. - (Adnkronos) - "Le strumentalizzazioni politiche a fini elettorali che ispirano talune prese di posizione sul varo da parte della Deputazione Generale del nuovo statuto della Fondazione Monte dei Paschi impongono alcuni chiarimenti circa la necessita' e i motivi improcrastinabili per i quali si e' dovuto procedere senza ulteriori rinvii". Cosi' il presidente di FMps, Gabriello Mancini, e il direttore generale (provveditore) Claudio Pieri, intervengono sulle polemiche scatenate dopo l'approvazione del testo del nuovo statuto ora all'attenzione del Ministero dell'Economia e delle Finanze, preposto all'autorizzazione finale. "L'improcrastinabilita' di tale revisione prima del rinnovo degli organi - sottolineano Mancini e Pieri in una nota - e' dovuta a tre principali fattori. Il primo concerne la legge 41 del 2012 sulle incompatibilita', che impone un adeguamento su questo tema. Il secondo, il varo, lo scorso anno, della Carta delle Fondazioni, promossa dall'Acri, l'associazione delle Fondazioni di origine bancaria, che impegna gli aderenti a recepire entro il 30 giugno prossimo alcuni principi fondamentali in tema di governance, di requisiti e incompatibilita', di attivita' istituzionale e di gestione del patrimonio. Il terzo fattore ha origini piu' lontane: nella sentenza della Corte Costituzionale 301 del 2003 che in termini di governance prevede che gli enti istituzionali del territorio non siano prevalenti nell'organo di indirizzo, garantendo una qualificata, ma equilibrata rappresentanza degli enti, pubblici e privati, espressioni della realta' locale". "Riguardo a quest'ultimo punto si potrebbe obiettare che si e' andati avanti per anni senza intervenire. E' vero - sottolineano Mancini e Pieti - ma finora non c'erano mai stati inviti cosi' pressanti dall'autorita' di vigilanza, solo saltuarie segnalazioni e sottolineature di tale anomalia (pero' nessuna illegittimita', sia chiaro, come qualcuno ha invece sostenuto). Inviti ora impossibili da non accogliere proprio in ragione del sopravvenire degli altri due elementi di novita' sopra citati". Dunque, spiegano Mancini e Pieri, "c'e' stato un preciso input a intervenire e a non procedere alle nuove nomine senza aver modificato e adeguato alcune norme statutarie. Un ulteriore indugio sarebbe stato impossibile". (segue)

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