Milano, 14 mag. (Adnkronos) - Affidarsi a quella che viene ormai comunemente definita la dittatura dello spread, significa "abdicare ai nostri doveri", di fatto "vanificare il principio del suffragio universale". A sostenerlo il presidente di Consob, Giuseppe Vegas, in occasione del discorso annuale alla comunita' finanziaria oggi a Palazzo Mezzanotte a Milano. Vegas prende le mosse da una citazione di Epitteto, secondo cui "quel che turba gli uomini non sono le cose, bensi' i giudizi che essi formulano intorno alle cose". Ecco allora che oggi "le nostre paure sono sintetizzate in un numero che oggi e' rappresentato dallo spread. Lo spread - evidenzia Vegas - si basa sui fondamentali dell'economia. Tuttavia incorpora un giudizio di valore sintetico e soggettivo che, spesso, li travalica". "In molti Paesi - evidenzia il presidente di Consob - va crescendo l'insofferenza della 'dittatura dello spread', vista come ostacolo alle aspirazioni dei popoli. I cittadini non accettano di pagare scelte su cui non sono chiamati a decidere". Percio' "affidare il nostro futuro a un numero costituisce anche un modo di abdicare ai nostri doveri. I nostri doveri discendono anche da un fondamentale diritto: quello di partecipare democraticamente all'assunzione delle decisioni che ci riguardano. E lo spread, che dipende dalle scelte di un soggetto invisibile, il mercato, attribuisce ogni potere decisionale a chi detiene il potere economico, nei fatti vanificando il principio del suffragio universale".