Milano, 14 mag. (Adnkronos) - I mercati finanziari spaventano le famiglie italiane che preferiscono, sempre di piu', rifugiarsi in strumenti meno rischiosi. Nel 2011, secondo i dati di una ricerca Gfk Eurisko su un campione di circa 2.500 famiglie, la percentuale di chi investe in strumenti 'rischiosi' (azioni, obbligazioni, risparmio gestito e polizze vita) si attesta al 17%, rispetto al 20% circa dell'anno precedente. Oltre l'80% dunque le famiglie che scelgono solo depositi, risparmio postale e titoli di Stato. In particolare, secondo la relazione annuale della Consob, la percentuale di investitori retail che detengono prodotti del risparmio gestito si attesta al 9% rispetto all'11% precedente, mentre la quota di chi possiede azioni od obbligazioni passa dal 16% al 14%. In calo chi scegli i fondi comuni o Sicav (dall'8,2% al 5,8% circa), le azioni quotate italiane (dal 5% al 4%) e le obbligazioni bancarie (dal 10% al 9%). In flessione di circa un punto percentuale anche la quota delle famiglie che possiedono Titoli di Stato (dal 13,5% al 12,6%). La quota della ricchezza detenuta in prodotti di risparmio gestito passa dunque dal 16% al 14%, cosi' come flette quella in azioni (dal 7,3% al 5,6%), mentre aumenta lievemente il peso delle obbligazioni (dal 14,1% al 14,7%). Cresce di circa due punti percentuali, invece, il peso degli investimenti in depositi e risparmio postale. E se il servizio di consulenza e' ancora poco diffuso, bassa la percentuale di famiglie che ricevono proposte di investimento personalizzate dal proprio consulente finanziario, rimane stabile il numero di quelle (25% del totale) che dichiarano di prendere le proprie decisioni di investimento senza alcun supporto da parte di intermediari finanziari.