Milano, 16 mag. - (Adnkronos) - "L'introduzione degli strumenti della finanza araba in Italia e' bloccata. C'e' una certa apertura, ma ci limitiamo alle conferenze e non ai fatti". Queste le parole che Hatem Abou Said, rappresentante di Al Baraka Banking Group, ha rilasciato all'Adnkronos a margine del workshop 'La primavera nel med-golfo, la finanza islamica e la crescita', organizzato oggi a Milano dalla Fondazione Istud. La finanza islamica, spiega Said, si basa sui principi della Sharia che impongono la prudenza e l'utilizzo di alcuni particolari strumenti finanziari, i Sukuk. Ma a parte questo non ha limiti etici o religiosi. Puo' avere ogni tipo di cliente e ogni tipo di amministratore. Pierfrancesco Gaggi, responsabile del servizio relazioni internazionali di Abi, ha ricordato durante il workshop il momento in cui i lavori per permettere l'introduzione dei Sukuk si sono fermati: "Tra il 2007 e il 2008 abbiamo cominciato ad approfondire le problematiche per introdurre gli strumenti della finanza islamica. Si tratta di strumenti assimilabili alle nostre obbligazioni, ma sarebbe stato necessario semplificarli per renderli praticabili e convenienti. Con la caduta del governo precedente e il sorgere di nuove priorita' il processo si e' interrotto. Da parte nostra resta la disponibilita' e l'interesse di fondo a creare titolo che soddisfino la 'Sharia compliance'. Se interessa alle istituzioni siamo disponibili a procedere".