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Magrini: "Sfida per innovazione è uscire dal gregge, serve pensiero divergente"

di AdnKronos domenica 7 aprile 2019

2' di lettura

Roma, 3 apr. (Labitalia) - Divergere dal pensiero comune, uscire dal 'gregge', è la chiave per crescere e innovare. E questo vale per singole persone e realtà più grandi, come aziende, Paesi e continenti. E' il pensiero che sta alla base del libro 'Fuori dal gregge. Il pensiero divergente che crea innovazione', come spiega ad Adnkronos/Labitalia l'autore Massimiliano Magrini, managing partner di United Ventures, gestore italiano indipendente di Venture Capital specializzato in investimenti in società innovative nei settori del software e delle tecnologie digitali. Il volume sarà domani al centro, a Roma, dell'evento 'The divergent thinking at the origins of innovation', promosso da PiCampus a partire dalle 18,30 in via Indonesia 23, con l'intervento dell'autore. "L'evento di domani rientra nel contesto di presentazione del libro -spiega Magrini- e si terrà al BiCampus che altro non è che una 'company building', una realtà in cui si 'costruiscono' imprese innovative. E al centro del libro c'è l'analisi, a livello micro e macro, di ciò che porta all'innovazione e al cambiamento dell'impresa". E un libro è anche 'un viaggio nel tempo' tra gli innovatori più importanti della storia. "Nel volume -continua Magrini- racconto di come Cristoforo Colombo e Leonardo da Vinci, grazie alla loro voglia di 'andare al di là' del conosciuto, abbiano cambiato la storia. E anche oggi al cambiamento e all'innovazione si può arrivare grazie alla motivazione di persone, o gruppi di persone, che decidono di divergere da quello che è il punto di vista comune". Una sfida fondamentale, quella dell'innovazione, per il nostro Paese. "Nel libro -continua Magrini- analizzo la situazione di oggi con Usa e Cina che sono i campioni della tecnologia e dell'innovazione, e faccio il punto di quella che è la situazione di Europa e Italia". Per Magrini, "ogni grande innovazione nasce dalla volontà di cambiare le cose, dalla motivazione di farlo". "Quelle società che si aprono al cambiamento, all'innovazione - sottolinea - hanno benefici importanti dal punto di vista economico; quelle che non lo fanno sono destinate al decadimento". "E oggi l'Italia -conclude- si trova davanti a questa scelta e cioè se aprirsi al cambiamento, all'innovazione, e aprirsi a tutti coloro che hanno l'energia per farlo".

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