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Mafia: il giallo del ritorno di Contorno, De Gennaro in Antimafia, 'Avvertimmo la Questura'

di AdnKronos domenica 29 settembre 2019

2' di lettura

Palermo, 28 set. (AdnKronos) - (di Elvira Terranova)- "Nell'immediatezza del rientro" in Italia dagli Stati Uniti del pentito di mafia Salvatore Contorno, alla fine degli anni Ottanta, il ritorno dell'ex picciotto di Cosa nostra "venne comunicato alla questura di Palermo". Il giallo del ritorno dagli Usa in Sicilia, alla fine degli anni Ottanta, dell'ex mafioso di Santa Maria di Gesù è stato al centro dell'audizione alla Commissione antimafia il 9 agosto 1989 dell'ex dirigente della Criminalpol Gianni De Gennaro. A chiamare sia Salvatore Contorno che Gianni De Gennaro in audizione è l'allora Presidente dell'Antimafia Gerardo Chiaromonte. Contorno, dopo la collaborazione con la giustizia di Tommaso Buscetta cominciò a raccontare ai magistrati di Palermo i retroscena della mafia. Anche nell'ambito della indagine sulla Pizza connection coordinata da Giovanni Falcone. Nel 1988 Contorno, che era sotto protezione, tornò in gran segreto a Palermo e si vendicò dei boss corleonesi, una vicenda ancora oggi con molti punti oscuri. Poi, nel 1989 venne nuovamente arrestato. Di recente il ruolo di Totuccio Contorno è stato interpretato dall'attore palermitano Luigi Lo Cascio nel film 'Il Traditore' di Marco Bellocchio, in corsa agli Oscar. Le domande fatte al collaboratore prima e poi anche all’ex capo della Criminalpol Gianni De Gennaro fanno emergere un clima di sospetti attorno al giudice Giovanni Falcone. Gli atti sono stati desecretati dall'Antimafia dopo trent'anni. "Dalle audizioni del pentito Salvatore Contorno davanti alla Commissione antimafia nel 1989 "emerge drammaticamente, in maniera plastica, la drammatica solitudine di Giovanni Falcone in quella terribile estate dell'89: l'attentato all'Addaura e - quasi contestualmente - i veleni del Corvo, strumentalizzati da molti. Queste carte fanno tornare alla mente la sua frase amara e indimenticabile: "Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno"", ha detto all'Adnkronos il Roberto Tartaglia, consulente della Commissione, che si è occupato dalla desecretazione degli atti.

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