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Polemiche su incontro tra Salvini e padre agente ucciso

di AdnKronos domenica 28 aprile 2019

2' di lettura

Palermo, 26 apr. (AdnKronos) - Scatena una rivolta sui social l'incontro, casuale, avvenuto a Corleone, tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e Vincenzo Agostino, il padre dell'agente Antonino Agostino ucciso 30 anni fa con la moglie Ida Castelluccio, da Cosa nostra. Un incontro avvenuto ieri dopo l'inaugurazione del commissariato di Corleone (Palermo) alla presenza delle autorità. Prima di lasciare il commissariato appena inaugurato, con il capo della Polizia, Prefetto Franco Gabrielli, Salvini intravede Vincenzo Agostino, che da 30 anni non si taglia la barba in attesa di giustizia, e gli dice: "Ma che bella barba bianca, che ha”. Immediata la risposta di Vincenzo Agostino: “La storia della mia barba è quella di mio figlio Nino, ucciso con sua moglie Ida incinta trent’anni fa e per il quale aspetto ancora verità e giustizia”. A quel punto il questore Renato Cortese racconta al ministro Salvini la vicenda dell'agente ucciso con la moglie incinta e di cui ancora non si conoscono i colpevoli. Breve scambio di parole tra i due. Salvini dice che saranno approvate leggi dure contro la mafia e, solo a quel punto, Agostino gli risponde: "Tenga duro, ministro". La stretta di mano e Salvino che risponde: "Certo che tengo duro, ha tenuto duro lei per trent'anni" e annuncia la sua presenza a Palermo il 23 maggio per l'anniversario della strage di Capaci. La notizia finisce sui siti e scatta la rivolta sui social. Decine le persone che attaccano Vincenzo Agostino sulla frase rivolta a Salvini. "Vergogna", scrive un utente. E altri criticano il padre del poliziotto ucciso. Ma Agostino oggi spiega: “Certo che gli ho detto di tenere duro. Si parlava di contrasto alla mafia, non di politica. Veniva inaugurato un commissariato della Polizia di Stato, quella stessa Polizia di cui mio figlio faceva parte e quello stesso Stato per cui è morto. La mia testimonianza in un luogo, Corleone, che ha sofferto direttamente i mali di Cosa Nostra, nel momento in cui si rafforza la presenza dello Stato, è parte del mio impegno sociale”. E poi sottolinea: “Non faccio la campagna elettorale per nessuno, la mia storia non da adito a nessun dubbio”.

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