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Bullizzato da baby gang, ecco l'esposto dei vicini

di AdnKronos domenica 28 aprile 2019

3' di lettura

Taranto, 27 apr. (Adnkronos) - di Silvia Mancinelli I vicini avevano segnalato (VIDEO), si erano rivolti alle forze dell'ordine per denunciare i soprusi, subiti troppo spesso da Antonio Cosimo Stano. La prova è in un esposto presentato quando i poliziotti già indagavano al commissariato di Manduria e firmato da 7 residenti di via San Gregorio Magno, la stessa strada dove viveva il 66enne, e da don Dario, il parroco della chiesa davanti all'abitazione della vittima. "Da alcune settimane, durante le ore serali e le prime ore del mattino - si legge in una prima denuncia - si stanno verificando diversi episodi di atti illeciti commessi da ignoti (circa 5/6 persone) a danno del signor Antonio Cosimo Stano". "Nello specifico - si legge ancora - segnaliamo continui e reiterati danneggiamenti che tali ignoti stanno perpetrando a danno dell'abitazione (...) con lancio di pietre e oggetti vari al prospetto dell'abitazione e dando calci e colpi diretti alla porta d'ingresso e agli infissi della medesima casa". Secondo quanto denunciato dai residenti, la vittima aveva confessato loro quanto stava subendo: "Il signor Stano, da quanto ci ha riferito, ha subito altresì vessazioni, soprusi e lesioni anche fisiche da parte di questi soggetti, i quali in una occasione sono anche riusciti a introdursi in casa. Tale condotta illecita, lesiva della sicurezza e della quiete pubblica, cagiona, inoltre, stati d'ansia, malessere e agitazione soprattutto nei minori residenti nel vicinato". URLA IN PIENA NOTTE - "In piena notte sentivamo urlare. Erano grida strazianti, terribili. La sera tardi e in piena notte. Mia moglie e con lei altri 7 residenti di via San Gregorio Magno e don Dario, ha così presentato l'esposto, per paura soprattutto, ma anche per tutelare quel povero Cristo". A raccontarlo all'Adnkronos è Cosimo, che abita due cancelli più avanti rispetto all'abitazione di Stano, al civico 8. "Non tutti hanno voluto firmare, ma noi non ce la siamo sentita di restare inermi". "Segnalammo ma nessuna risposta", la denuncia del vescovo IN CASA I SEGNI DEL RAID - A Manduria di Antonio Cosimo Stano, il 66enne morto in ospedale dopo 18 giorni di agonia il 23 aprile scorso, resta il silenzio che lo ha accompagnato negli ultimi anni di vita. Il traffico in via San Gregorio Magno, che imperturbabile scorre davanti alla sua casa, non sa nulla di lui. Impressi sul legno del suo portone, dietro il quale sognava di arrendersi per non soffrire più, i segni dei pugni e delle bastonate che il branco sferrava perché gli venisse aperto. Assetati di violenza, i ragazzini si accanivano con forza contro quella casetta bassa proprio davanti al complesso parrocchiale di San Giovanni Bosco che oggi è un cantiere aperto. Sotto la statua del santo, appena coperta dalle lamiere che cingono l'area dei lavori e a dieci passi dalla casa dove la baby gang veniva vista e sentita più volte in azione, un messaggio che oggi lascia l'amaro in bocca: 'Don Bosco, un prete che amava e credeva nei giovani'. Quei giovani che oggi, all'uscita di scuola - proprio davanti al l’abitazione degli unici due parenti della vittima - negano di conoscere i bulli. "Abbiamo sentito, ma non conosciamo chi ha picchiato quell’uomo. Una brava persona Antonio - dicono a Manduria - indifesa e sola" e abbandonata.

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