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Ragusa: fa prostituire la figlia tredicenne, fermata la madre

di AdnKronos domenica 9 giugno 2019

2' di lettura

Palermo, 8 giu. (AdnKronos) - Fa prostituire la figlia tredicenne e finisce in carcere insieme con quattro clienti. Accade a Ragusa dove è stata fermata una donna con 4 uomini tra cui un novantenne. In manette una rumena, due italiani e due marocchini. La madre della bambina di 13 anni è indagata per sfruttamento della prostituzione minorile e i 4 uomini per atti sessuali con minore, rispondendo però del reato più grave reato di violenza sessuale. Nel mese di marzo, durante i controlli disposti dalla Polizia di Stato per il contrasto dello sfruttamento lavorativo e del cosiddetto caporalato, gli uomini della Squadra Mobile di Ragusa hanno notato una ragazzina che aveva degli atteggiamenti non consoni alla sua età, pertanto decidevano di raccogliere informazioni in più sul suo nucleo familiare. Sin dalle prime informazioni raccolte, gli investigatori hanno appreso che la piccola era solita avere rapporti sessuali con uomini anche molto più grandi di lei e vi era il sospetto che fosse proprio la madre a gestire una vera e propria attività di meretricio della bambina traendone un profitto. I fatti avvenivano nelle campagne di Acate in provincia di Ragusa, dove vi sono migliaia di metri quadri destinati alle coltivazioni in serra. Proprio all’interno degli impianti serricoli (da qui il nome dell’operazione) la ragazzina consumava rapporti sessuali con braccianti agricoli nord africani e rumeni o ancora con italiani. Oppure era il luogo dove conosceva i suoi aguzzini in quanto anche lei andava a lavorare in campagna seppur tredicenne. La Squadra Mobile di Ragusa ha subito informato immediatamente la Procura della Repubblica di Catania competente per questa tipologia di reati che autorizzava gli investigatori ad intercettare le conversazioni telefoniche della bambina e della madre. Sin dai primi colloqui registrati emergeva chiaramente che la piccola avesse dei rapporti sessuali con uomini di ogni età, dai 30 ai quasi 90 anni. La ragazzina veniva portata dalla madre da un anziano dove faceva la cameriera per poter avere dei generi di prima necessità o anche per fare una doccia e l’uomo la portava su in camera per chiederle dei favori sessuali; così come da altri uomini andavano per poter avere ospitalità in case al mare in territorio di Marina di Acate che in inverno restano disabitate dalle famiglie degli approfittatori, questo perché le due donne spesso avevano dormito in case abbandonate prive di qualsivoglia idoneità alloggiativa. Tutti coloro che a qualsiasi titolo hanno consumato rapporti sessuali con la minore risponderanno del reato di violenza sessuale anche se non hanno coartato la piccola fisicamente, questo perché il legislatore ha voluto proteggere i minori degli anni 14, proprio perché questi non possono autodeterminarsi nel voler consumare un rapporto sessuale non avendo ancora raggiunto quel grado di maturità.

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