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Migranti: legale ghanese, 'delega prefetto? In decreto espulsione non c'era'

di AdnKronos domenica 9 giugno 2019

2' di lettura

Palermo, 8 giu. (AdnKronos) - "Nessuno contesta l'esistenza della delega, ma semplicemente non è stata indicata nel provvedimento di espulsione né tanto meno prodotta successivamente". Arriva a stretto giro di posta la replica di Giorgio Bisagna, legale di Paul Yaw, l'idraulico ghanese per il quale ieri il giudice di pace di Palermo, ha dichiarato nullo per un vizio di forma il decreto di espulsione, alla nota della Prefettura di Palermo. Il giudice Rosina Maria Graziano ha stabilito che il decreto è nullo perché non è stato firmato dal prefetto di Palermo, Antonella De Miro, ma da un viceprefetto aggiunto in assenza di una precisa delega. All'indomani della sentenza, però, l'ufficio territoriale del governo ha precisato che "il viceprefetto che ha firmato il decreto è stato delegato dal prefetto alla firma dei decreti di espulsione con provvedimento 1414 del 17 gennaio 2016". "Rispetto la posizione della Prefettura - dice adesso all'Adnkronos l'avvocato Bisagna -, al netto di polemiche che non è mia intenzione fare, devo precisare tuttavia che il ricorso è stato tempestivamente notificato alla Prefettura. Quest'ultima ha ritenuto di non presentarsi davanti al giudice di pace per svolgere le sue deduzioni difensive e, quindi, il giudice ha deciso sulla scorta di quanto censurato da parte del difensore. Per mia formazione deontologica e per rispetto delle istituzioni non è mio costume valutare o commentare in sedi che non siano quelle proprie le sentenze e i provvedimenti dell'autorità giudiziaria. Le sentenze si rispettano. Sempre". Per il migrante, arrivato legalmente in Italia nel 2008, ma che si è visto rigettare la richiesta di permesso di soggiorno dal 2014 dopo aver perso il lavoro, Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e carità ha digiunato per quasi due settimane nella piazza in cui uccisero il parroco antimafia don Pino Puglisi a Brancaccio. E per lui si è mobilitata la società civile in una vera e propria catena di solidarietà. Adesso l'attesa è per martedì prossimo quando il Tar dovrà pronunciarsi sul rilascio del permesso di soggiorno.

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