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Migranti: equipaggio difende Capitana Carola 'Fieri di lei', martedì interrogatorio/Adnkronos

di AdnKronos domenica 30 giugno 2019
2' di lettura

Lampedusa, (30 giu. AdnKronos) - (dall'inviata Elvira Terranova) - La definiscono la "donna più coraggiosa" che abbiano mai conosciuto, ma si dicono anche "preoccupati" per lei, Carola Rackete, la comandante della nave 'Sea watch', da due giorni ristretta agli arresti domiciliari in un'abitazione privata a Lampedusa con le gravi accuse di tentato naufragio e resistenza e violenza contro una nave da guerra. Non la vedono dalla notte dello sbarco, i venti componenti dell'equipaggio che continuano a rimanere sulla nave in rada a tre miglia dall'isola. In attesa dell'interrogatorio di garanzia che si terrà martedì ad Agrigento. A parlare per tutti è Oscar, uno studente tedesco di 23 anni, di un paese vicino Berlino, che da tre anni fa il volontario sulla nave della ong tedesca. "Siamo ancora sotto choc per quegli insulti ricevuti la notte dello sbarco sul molo di Lampedusa - dice il giovane, raggiunto telefonicamente sulla nave - Non ci aspettavamo assolutamente quelle reazioni scomposte da parte delle persone che stavano sulla banchina. Non capivamo cosa dicessero ma avevamo capito che erano insulti nei confronti di Carola, eravamo preoccupati per la nostra comandante. E' stato terribile. Eravamo molto preoccupati". Oscar si dice ancora "sconvolto" per quelle scene. Racconta i momenti concitati della notte dello sbarco. "Eravamo preoccupati anche per le persone a bordo che non capivano cosa stesse accadendo. Sono persone vulnerabili che hanno subito in Libia torture di ogni genere. Noi li abbiamo rassicurati ma sono stati momenti molto molto difficili". Ma il pensiero va soprattutto alla comandante Carola. "Siamo tutti molto orgogliosi di lei, è la donna più coraggiosa che io abbia mai incontrato in tutta la mia vita. Siamo preoccupati per lei per le conseguenze a cui potrà andare incontro. Mi auguro che la giustizia italiana faccia il suo corso, sono molto fiducioso anche se siamo preoccupati per quello che potrà accadere". Inevitabile parlare di quanto accaduto sul molo, quando una motovedetta della Guardia di Finanza ha rischiato di finire schiacciata contro quella balena di acciaio da 600 tonnellate. "Non volevamo assolutamente fare del male ai finanzieri a bordo della motovedetta della Guardia di Finanza - racconta - La loro imbarcazione all'improvviso si è messa tra noi e la banchina per impedire l'attracco della nave. Io non ho sentito le comunicazioni a bordo con la finanza e non so cosa ha detto la comandante ma so che ci sono state delle incomprensioni. E so che Carola ha chiesto aiuto alla Gdf. Posso dire che al cento per cento Karola non avrebbe mai messo in pericolo la vita dei finanzieri. In quel momento le premeva mettere in sicurezza la vita dei 40 migranti a bordo della Sea watch. Siamo dispiaciuti per i finanzieri che si sono spaventati. Non era nostra intenzione fare del male a nessuno", racconta Oscar.

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