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L'Amazzonia brucia, a rischio il 20% dell'ossigeno del Pianeta

di AdnKronos domenica 25 agosto 2019

2' di lettura

Roma, 22 ago. - (AdnKronos) - L'Amazzonia brucia e così, insieme con il verde, rischiamo di perdere il 20% della produzione di ossigeno del pianeta e il 10% della biodiversità mondiale. Le cause? Principalmente legate alla deforestazione, perché l'suo del fuoco è una delle tecniche utilizzate. Secondo l’Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile (Inpe) solo da quest’anno (dal primo gennaio fino al 19 agosto) gli incendi in Brasile sono aumentati dell'83% rispetto allo stesso periodo nel 2018, mentre uno studio dell'Istituto di ricerche ambientali dell'Amazzonia (Ipam) mostra che nel 2019 il loro numero è già superiore del 60% rispetto agli ultimi tre anni. Nello stesso periodo sono circa 73mila roghi registrati e il 52% proprio in Amazzonia. A causa della deforestazione, la foresta amazzonica nel territorio brasiliano sta perdendo una superficie equivalente a oltre tre campi da calcio al minuto. L’area dell'Amazzonia deforestata che è stata monitorata a luglio via satellite corrisponde a una superficie di 2.254 chilometri quadrati. Ciò equivale a oltre un terzo di tutto il volume disboscato negli ultimi 12 mesi, tra agosto 2018 e luglio 2019, in quel periodo il totale della deforestazione ha raggiunto i 6.833 chilometri quadrati. Le foreste pluviali svolgono un ruolo fondamentale di contrasto al riscaldamento globale e senza la loro presenza rischiamo di perdere fra il 17 e il 20% di risorse di acqua per il Pianeta, un numero pari a 6,7 milioni di km quadrati di territori boschivi, e il 20% della produzione di ossigeno della Terra. A questo si aggiunge il rischio della perdita di habitat per 34 milioni di persone e del 10% di tutta la biodiversità mondiale. Storicamente, in questa regione, l'uso del fuoco è direttamente collegato alla deforestazione, perché è una delle tecniche utilizzate. Secondo l'Amazon Research Institute (Ipam), i 10 comuni dell'Amazzonia con il maggior numero di incendi sono gli stessi con il maggior numero di disboscamenti. “Il saccheggio dell’Amazzonia e delle sue straordinarie risorse, poi, è accompagnato da un drammatico aumento delle violenze verso le popolazioni indigene che vivono in quei territori - commenta Isabella Pratesi, responsabile di Conservazione del Wwf Italia - Cacciate dalle loro foreste, assassinate e torturate per il commercio di legna, miniere d’oro, pascoli o coltivazioni, le tribù amazzoniche sono le prime vittime di un efferato crimine contro l’umanità e il pianeta rispetto al quale i nostri occhi e le nostre orecchie rimangono sigillati”. La foresta, ricorda il Wwf, "è un ambiente delicatissimo e irripetibile. Una volta scomparsa sarà scomparsa per sempre e nessun intervento di rinaturalizzazione potrà mai creare la straordinaria varietà, ricchezza e complessità di una foresta tropicale non violata dall’uomo".

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