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Governo, Mannino: "Spettacolo di giocolieri, impensabile in Prima Repubblica"

di AdnKronos domenica 25 agosto 2019

3' di lettura

Palermo, 24 ago. (AdnKronos) - di Elvira Terranova "Mi sembra di assistere a uno spettacolo di giocolieri, ed è tutto molto triste. Ai miei tempi era diverso, c'era il paese negli occhi e nella mente di tutte le forze politiche. Ora sembrano giocolieri, chi più chi meno. Basta guardare al linguaggio. Impensabile ai tempi”. Calogero Mannino, ex potente Dc, ex ministro del Mezzogiorno, fa il punto sulla crisi di governo e fa il paragone con la Prima Repubblica. Ai tempi della Dc, del Psi e del Pci. E non risparmia nessuno. In una intervista all'Adnkronos, l'ormai ex politico, parla di una situazione "infernalmente reale". "Non so come finirà – dice Mannino – ci sono diverse ipotesi in pista ma è difficile capire come andrà a finire". "Allo stato attuale mi sembra che emergano tutte le difficoltà per la formazione del governo - spiega Mannino - e sono relative a un fatto anche semplice: si sono messe insieme due forze, due forze di eguale segno ma di diverso riferimento. Cioè, la Lega è fondamentalmente un partito che rappresenta il Nord e i cicli produttivi e i Cinque stelle sono un partito che rappresenta il dissenso in generale, che c'è sempre stato in Italia, dal '68 in poi. Ora ha trovato questo canale di indole grilliana". "E allora queste due forze politiche si sono messe insieme ma i nodi sono venuti fuori", aggiunge ancora l'ex ministro. Poi Mannino si chiede: "E' mai possibile che il Pd, che ha rappresentato l'avversario, il nemico è il caso di dire, sia dei 5 Stelle che della Lega ora diventi il partito 'supplementare'?". "Rilevo che c'è una tensione anche nel Pd - dice - tra la posizione di Renzi e quella di Zingaretti e della maggioranza del Pd". Per Mannino "stando così le cose, una maggioranza è difficile" perché nel frattempo "incalzano nel paese i problemi che conosciamo tutti e di fronte a questi problemi non c'è una visione unica". L'ex ministro si dice convinto che "per affrontare questi problemi inevitabilmente si deve rinunciare ad avere molto del programma di ciascuno delle forze in campo", perché "in campagna elettorale la Lega e i 5 Stelle, da una parte, hanno promesso parecchio e lo steso Pd ci è andato dietro. Nessuno dei tre è in condizioni oggi di mantenere promesse e ogni tentativo di fare u governo che mantenga le promesse è un tentativo velleitario, la situazione è una situazione limite. L'abbiamo già sperimentata nel caso del Governo Monti". Per Calogero Mannino "non è pensabile una riedizione del governo Monti, perché non c'è più quella Unione europea forte dell'equilibrio dato dall'alleanza dei popolari tedeschi con i socialisti francesi. Anche l'Ue ha una sua posizione di debolezza, tanto la posizione è di debolezza che l'argomento principale di ogni agitazione comunicativa di Salvini è stato quello il problema degli immigrati". "Il problema dei migrantes, o degli esuli, come li chiamo io, è un problema che né Francia né Spagna o Germania hanno mostrato segni di corresponsabilità. Sul terreno reale, al di là della comunicazione agitata fuori regola e agitata di Salvini, è un problema che andrebbe affrontato con linea costruttiva. Mi spiace constatare che in ogni tempo ci sono stati problemi difficili, e parlo dell'esperienza della Prima Repubblica, ma c'era la volontà di trovare intese possibili o, uso una brutta parola, compromessi possibili. Così è nata tutta la politica che portato agli anni Novanta, una politica nella quale un partito che non poteva entrare in maggioranza di fatto c'era. Le varie tappe del cosiddetto compromesso storico".

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