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Bpco, in Italia la triplice terapia che può allungare la vita

di AdnKronos domenica 17 marzo 2019

2' di lettura

Milano, 12 mar. (AdnKronos Salute) - Triplice attacco contro la Bpco, la broncopneumopatia cronica ostruttiva che rappresenta il quarto killer nel mondo, destinato a salire al terzo posto nel 2020. Per combatterla è ora disponibile in Italia, rimborsata dal Servizio sanitario nazionale, una terapia '3 in 1' a base di fluticasone furoato, umeclidinio e vilanterolo: un antinfiammatorio cortisonico e due broncodilatatori, racchiusi in un unico device promosso per la sua semplicità d'uso dal 98% dei pazienti. Il trattamento, targato Gsk e presentato oggi a Milano, si inala una sola volta al giorno e ha dimostrato di ridurre le riacutizzazioni della malattia, i ricoveri in ospedale e - per la prima volta in uno studio clinico - il rischio di mortalità per tutte le cause. Un dato da confermare, precisano gli esperti, ma che indica per la triplice terapia un potenziale 'allunga-vita'. La Bpco colpisce a livello globale 384 milioni di persone, l'11,7% del totale. Sesso maschile, familiarità, fumo, esposizione ambientale a particolari sostanze o agenti infettivi sono tra i fattori imputati nello sviluppo o nelle riacutizzazioni di una patologia che nel nostro Paese, secondo le stime, interessa un abitante su 10 di cui molti senza diagnosi. Tra le grandi malattie croniche è l'unica in crescita costante: studi condotti tra il 1970 e il 2002 negli Usa indicano che, mentre i tassi di morte per cardiopatia e ictus si sono più che dimezzati, quelli per Bpco sono raddoppiati. Il nuovo trattamento è indicato per le forme moderate e gravi ed è la prima combinazione fissa di 3 molecole a lunga durata d'azione in monosomministrazione giornaliera. Contiene un Ics (corticosteroide inalatorio, il fluticasone furoato), un Laba (beta-2 agonista a lunga durata d'azione, il vilanterolo) e un Lama (antagonista muscarinico a lunga durata d'azione, l'umeclidinio). Le indicazioni internazionali prevedono per la Bpco un approccio graduale, a partire da un Laba o un Lama per passare a un mix Laba/Lama o Ics/Laba in presenza di sintomi persistenti o riacutizzazioni che interessano il 30% dei malati. Se i disturbi e le 'ricadute' continuano, lo step successivo sono le triplici combinazioni: "E' stato stimato che - sottolinea Francesco Blasi, ordinario di malattie dell'apparato respiratorio all'università Statale milanese - circa il 24% dei pazienti che al momento della diagnosi iniziano il trattamento in mono o duplice terapia inalatoria riceve uno step-up alla triplice terapia a 24 mesi dalla diagnosi". Il cocktail 3 in 1 'once a day' è l'ultima novità che gli specialisti sperano possa risolvere il nodo compliance. Perché i dati Osmed dicono che, pur in presenza di una condizione invalidante, l'aderenza alle terapie anti-Bpco non arriva al 15-20%.

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