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Mafia: depistaggio Borsellino, il pm a Scarantino 'Prepariamo la deposizione'/Adnkronos (3)

di AdnKronos domenica 8 dicembre 2019

2' di lettura

(Adnkronos) - In un'altra frase Scarantino dice al cognato di "non avere mai subito alcuna pressione" per collaborare. Anche le registrazioni dei colloquio con il cognato sono finite adesso nel processo sul depistaggio sulla strage di via D'Amelio in corso a Caltanissetta. Mentre in aula, lo scorso giugno, interrogato dalla difesa dei tre poliziotti sotto processo, aveva dato tutta un'altra versione. "Io ero un collaboratore non un pentito. Il pentito si pente delle cose. Loro attraverso me volevano che nascessero altri pentiti. Per me è stato insopportabile soggiacere a queste torture. Mi convinsi a collaborare con gli inquirenti a causa del terrorismo psicologico che subivo in carcere a Pianosa. Tutto il terrorismo che mi hanno fatto, non solo mentale ma anche fisico. E' stato un cumulo di tante cose", aveva detto Scarantino spiegando che il 24 giugno del 1994 decise di collaborare con la magistratura. Negli anni successivi il falso testimone, poi condannato per calunnia, ha ritrattato diverse volte le sue accuse. Proprio a causa delle sue accuse furono condannati diversi imputati al processo per la strage di via D'Amelio. Poi scagionati dopo la collaborazione di Gaspare Spatuzza, che ha ricostruito la fase operativa della strage. Invece leggendo le trascrizioni delle sue conversazioni con i parenti diceva altro. "Angelo Basile, fratello della moglie - scrivono i carabinieri nelle trascrizioni - come la madre, esterna dubbi in merito alla scelta di collaborare presa dal cognato il quale, a suo parere, avrebbe ricevuto pressioni in merito. Scarantino invece nega dicendo che la sua scelta non è stata dettata né dalla detenzione di Pianosa né da eventuali pressioni". Ma alla moglie, Rosalia Basile, dice altro: "Non ce la faccio più a Pianosa. O mi impicco, oppure inizio a collaborare con i magistrati", diceva il falso pentito Vincenzo Sscarantino nel corso di un colloquio nel carcere di Pianosa, finito tra le intercettazioni trascritte e depositate al processo sul depistaggio sulla strage Borsellino. L'ex picciotto è stato Pianosa per circa un anno, fino al 15 luglio 1994, tre settimane dopo avere iniziato a collaborare. nuovamente sulla vita della figlia che è presente".

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