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Vino: aggiudicate 120 bottiglie per oltre 30mila euro ad Asta del Barolo

di AdnKronos domenica 19 maggio 2019

3' di lettura

Cuneo, 13 mag. (Labitalia) - Aggiudicate 120 bottiglie, in 51 lotti, di Barolo raffinato con etichette introvabili, per oltre 30.000 euro di spesa totale da parte degli acquirenti provenienti da tutto il mondo, anche in collegamento con Singapore, Osaka e Tokio. Questi i numeri della XVII Asta del Barolo che nel Castello di Barolo, in provincia di Cuneo, ha riunito ieri produttori, esperti di vini e collezionisti. Il pezzo top, il lotto 'Deditus', battuto a 2.000 euro è andato a Tokyo. “Il Barolo è il miglior vino al mondo”, chiosa Gianni Gagliardo che preside il gruppo di produttori che promuove l’Asta. Mentre Shigeru Hayashi, presidente di Soloitalia-Giappone ed esperto internazionale della gastronomia italiana, sottolinea che “il Barolo è longevità: in Giappone è molto apprezzato per la serietà e la straordinaria competenza dei suoi produttori”. A riprova del grande amore del Giappone per il vino piemontese, il collegamento esterno 'Enoteca Bar Implicito' di Tokyo si è aggiudicata 26 lotti su 51. In ogni caso, il vero protagonista è stato il vino: 35 le aziende rappresentate, alcune oggi non più esistenti (ad esempio il lotto di Franco Fiorina con tre bottiglie, rispettivamente del ’70 ‘71 ’74, aggiudicato a 500 euro); 29 le annate, la più vecchia è un’etichetta del 1947, le più recente il 2010; un lotto collettivo speciale 'Deditus' tutto di ventenni, classe 1999 con bottiglie di Azelia, Cordero di Montezemolo, Franco Martinetti, Michele Chiarlo, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto e Vietti. Ancora, etichette senior degli anni ’40 e ’50 hanno raccontano un Barolo diverso come le tre bottiglie riserva Giacomo Borgogno del 1947 aggiudicate a 470 a Tokyo il lotto misto Fontanafredda, Barolo del 1959 insieme a Prunotto, Barolo, Riserva, 1967 e a un Marchesi di Barolo del 1974 una tripletta battuto a 520 euro. E gli anni '60 momento di svolta: il Renato Ratti del 1967 è stato un cinquantenne molto apprezzato a 410 euro stessa annata per i Poderi Oddero con 4 bottiglie battute a 600 euro. Ma anche bottiglie più recenti come il Barolo tradizionalista di Bartolo Mascarello del 1996 la cui etichetta d’autore con coccinelle ha portato fortuna ad un grande della vinificazione con 360 euro aggiudicato a una giovanissima appassionata. La base d’asta stimata dal battitore Giancarlo Montaldo assegnava un valore globale di 22.020 euro, con una media di 431,76 euro a lotto e di 173,39 a contenitore, per le 118 bottiglie da 0,75 litri, 8 Magnum fa 1,5 litri e 1 Doppio Magnum da 3 litri. L’incremento è stato di un +15%. Il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’onlus 1Caffè dell’attore Luca Argentero, rappresentato in sala dal presidente Beniamino Savio. Infatti, lo spirito dell’Asta del Barolo non è commerciale, ma teso alla valorizzazione di un prodotto leader del made in Italy e di un territorio che ha saputo reinventarsi ed evolversi arrivando all’eccellenza. Per questa e per altre motivazioni l’Asta del Barolo 2019 ha ottenuto l’Alto Patrocino del Parlamento europeo. L’edizione 2020 dice Gianni Gagliardo sarà nuovamente a maggio, naturalmente sempre a Barolo.

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