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Arte: 'I'm the Island' di Domenico Pellegrino, unico siciliano alla Biennale di Venezia (2)

di AdnKronos domenica 19 maggio 2019

2' di lettura

(AdnKronos) - E sempre alla Biennale giunge anche un’altra opera di Domenico Pellegrino: sarà allestita nei saloni di Palazzo Zenobio la sua “Cosmogonia Mediterranea”, l’isola di luminarie che è rimasta sul fondo del mare dinanzi a Lampedusa, ma che prima ha viaggiato per il Mediterraneo, toccando musei e luoghi d’arte, portando con sé un messaggio di tolleranza e respiro. Pellegrino ha voluto capovolgere la sua visione e ha osservato la terra sottosopra, dal profondo del mare, dallo stesso luogo in cui si consumano (e spesso, si concludono) tragedie immani. Tante piccole stelle luminose scivolate nell’acqua e lì sono rimaste, a formare una costellazione che ha i contorni colorati dell’isola. “Cosmogonia Mediterranea” è dedicata a Sebastiano Tusa l’archeologo, scomparso poche settimane fa nel disastro aereo in Etiopia, che sostenne sin dall’inizio il progetto dell’artista. L’ opera è stata pensata per Lampedusa perché lì l’artista ha fatto un viaggio al contrario, percorrendo la rotta dei viaggiatori, ma anche degli immigrati. “Ho pensato ad una luce da raggiungere, che non ha una forma precisa. È una via di salvezza, che sbuca invadente nel buio totale della navigazione. Ho immaginato che chi non è riuscito a raggiungere questa luce, se la sia comunque portata dietro come ultima immagine prima di chiudere gli occhi“, spiega Pellegrino. Il viaggio è iniziato a Lampedusa nel luglio 2016: nei fondali di Cala Francese è stata adagiata l’opera che, prima di raggiungere l’isola, aveva toccato, grazie alla Soprintendenza del Mare (guidata da Sebastiano Tusa prima che diventasse assessore regionale ai Beni Culturali), la Fondazione Orestiadi Gibellina, LOC spazio contemporaneo a Capo d'Orlando, Palazzo Branciforte – Fondazione Sicilia, l’aeroporto e il museo d'arte contemporanea Riso a Palermo, il Comune di Leonforte. L’installazione originale proposta alla Biennale di Venezia, racconta il viaggio dell’opera: la scultura è stata ripescata dall’acqua e, dopo un’inevitabile manutenzione che ha cercato di salvaguardarne la memoria “sommersa”, è stata portata a Venezia. Al visitatore viene proposto un viaggio immersivo e sensoriale, attraverso un video racconto che ne raccoglie testimonianze e immagini. Verrà anche pubblicato da Edizioni Qanat un volume d’arte dedicato all’intero progetto, che segue il percorso di Cosmogonia Mediterranea nel suo lungo viaggio di pace. Testi di Andrea Cuusmano, Enzo Fiammetta, Aurelio Pes, Alba Romano Pace.

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