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Mafia: processo depistaggio, Scarantino 'così venivo indottrinato dai poliziotti'/Adnkronos (4)

di AdnKronos domenica 19 maggio 2019

2' di lettura

(AdnKronos) - L'ex pentito poi racconta un episodio in cui la pm Ilda Boccassini avrebbe capito fin dall'ottobre del 1994 che non era attendibile. "Scarantì, io non le credo", gli disse la magistrata alla fine di un colloquio investigativo. Dichiarazioni che poi si riveleranno farlocche, ma solo molti anni dopo. Nel frattempo, nel 1998, Vincenzo Scarantino, ritratta tutte le accuse e dice di avere mentito perché "indottrinato dai poliziotti el Gruppo Falcone e Borsellino". Scarantino non chiarisce, però, se si trattava di un interrogatorio formale o un colloquio ma ricorda che alla fine dell'incontro, Ilda Boccassini lo guarda e, guardandolo fisso negli occhi, gli dice quella frase: "Scarantì, io non le credo". Anzi, come dice lo stesso ex pentito in aula: "Scarantì, io non la credo". Nel dicembre del 2015 Ilda Boccassini, deponendo in videoconferenza al processo Borsellino quater, aveva ripetuto le sue perplessità sulla credibilità di Scarantino. "Il pentimento di Scarantino? La prova regina della sua inaffidabilità", aveva detto Boccassini. E ancora: "Verificare quello che diceva Scarantino non era mio compito, io stavo per andarmene ed ero impegnata in altre attività e quelle spettavano ad altri pm. Perplessità che furono oggetto anche di una lettera inviata alle Procure di Caltanissetta e Palermo. Nel corso della sua lunga deposizione, Vincenzo Scarantino, racconta ancora della sua detenzione a Busto Arsizio dove la sua cella "sembrava una camera mortuaria". E poi ha ripetuto più volte: "Io, dal 1994 al 1998 avevo sempre intenzione di potere dire che ero innocente. Piangevo a 'scattacori' (mi scoppiava il cuore ndr). Ma non mi credevano". Non mancano anche oggi i "non ricordo". E dalla prossima udienza, che si terrà il 29 maggio, la parola passa al controesame delle parti civili. Successivamente toccherà alle difese dei tre imputati.

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