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Grieco: "Circolare Anpal su reddito cittadinanza primo passo, ma non è tutto ciò avevamo chiesto"

di AdnKronos domenica 24 novembre 2019

2' di lettura

Roma, 20 nov. (Labitalia) - "Sicuramente è un primo passo rispetto a quanto avevamo richiesto sia in commissione Lavoro e anche come presidenti in Conferenza Regioni. Ma non è tutto quello che avevamo richiesto". Così Cristina Grieco, assessore al Lavoro della Regione Toscana e coordinatore della commissione Lavoro della Conferenza delle Regioni, dà un primo giudizio, con Adnkronos/Labitalia, sulla circolare n.3 del 15 novembre pubblicata da Anpal che contiene indicazioni operative per i centri per l'impiego per l'applicazione del reddito di cittadinanza. Un documento che comunque, per Grieco, contiene "le istruzioni informatiche e normative per l'applicazione della cosiddetta fase 2 del reddito di cittadinanza, quella che deve portare alla ricerca di un impiego", sottolinea. In particolare la circolare, come riporta l'Anpal, dà appunto indicazioni circa i compiti dei centri per l'impiego, le persone tenute alla stipula del patto per il lavoro, la mancata accettazione di offerte di lavoro congrue, gli obblighi in capo ai beneficiari tenuti a sottoscrivere il patto. E le attività e le funzioni dei centri per l'impiego si intendono riferiti anche ai soggetti accreditati, nel caso appositi provvedimenti regionali lo prevedano. La circolare stabilisce anzitutto che l'erogazione del reddito di cittadinanza è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (Did) da parte dei componenti il nucleo familiare maggiorenni, non occupati e non frequentanti regolare corso di studi, nonché all'adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale. Ai beneficiari tenuti a stipulare il Patto per il lavoro Anpal attribuisce l'assegno di ricollocazione. Il patto per il lavoro deve contenere gli obblighi e gli impegni previsti in capo al beneficiario. I beneficiari di reddito di cittadinanza che hanno già in essere misure di politica attiva del lavoro continuano a partecipare alle misure medesime senza necessità di modificare il proprio percorso di inserimento professionale e conservano il diritto al beneficio.

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