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Cellule neurali controllate via smartphone, il nuovo dispositivo

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di AdnKronos domenica 11 agosto 2019

2' di lettura

Roma, 6 ago. (AdnKronos Salute) - Telefonini sempre più multitasking. Un team di scienziati tra Corea e Stati Uniti ha inventato un dispositivo in grado di controllare i circuiti neurali, utilizzando un piccolo impianto cerebrale guidato proprio da uno smartphone. I ricercatori, che pubblicano il loro studio su 'Nature Biomedical Engineering', ritengono che il dispositivo - testato sugli animali - possa accelerare gli sforzi per scoprire i segreti di malattie cerebrali come il Parkinson, l'Alzheimer, ma anche dipendenza da sostanze, depressione e dolore. Il dispositivo utilizza 'cartucce' spara-farmaci sostituibili, simili a mattoncini Lego, e un potente bluetooth a bassa energia, in grado di bersagliare specifici neuroni usando principi attivi e luce, per periodi prolungati. Una manipolazione controllata via telefonino. "Il dispositivo neurale wireless consente una neuro-modulazione chimica e ottica cronica, cosa che non è mai stata ottenuta prima", ha spiegato l'autore principale del lavoro Raza Qazi, ricercatore del Korea Advanced Institute of Science and Technology (Kaist) e dell'University of Colorado Boulder. Questa tecnologia, secondo Qazi, mette in ombra i metodi convenzionali utilizzati finora dai neuroscienziati a caccia dei segreti del cervello. I ricercatori del Korea Advanced Institute of Science and Technology e dell'Università di Washington a Seattle hanno collaborato per inventare il dispositivo neurale con cartucce di farmaco sostituibili, che potrebbe consentire di studiare gli stessi circuiti cerebrali per diversi mesi, senza preoccuparsi del rischio di rimanere senza farmaci. L'obiettivo è dunque quello di semplificare la ricerca farmacologica, ma non solo. "Questo dispositivo rivoluzionario è il frutto del design elettronico avanzato e della potente ingegneria su micro e nanoscala", ha dichiarato Jae-Woong Jeong, professore di ingegneria elettrica presso il Kaist. "Siamo interessati a sviluppare ulteriormente questa tecnologia per realizzare un impianto cerebrale per applicazioni cliniche". Secondo Michael Bruchas, professore di Anestesia e medicina del dolore all'Università di Washington, questa tecnologia aiuterà i ricercatori in molti modi. "Ci consente di 'sezionare' meglio le basi del comportamento del circuito neurale e di vedere in che modo i neuromodulatori specifici sintonizzano il comportamento in vari modi", ha detto. "Vogliamo anche utilizzare il dispositivo per complessi studi farmacologici, che potrebbero aiutarci a sviluppare nuove terapie per il dolore, la dipendenza e i disturbi emotivi".

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