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Infortuni: Fillea, si muore come 40 anni fa, serve reato omicidio su lavoro

di AdnKronos domenica 9 dicembre 2018

2' di lettura

Roma, 3 dic. (Labitalia) - "Si continua a morire come quaranta anni fa, con una crescita nei primi 6 mesi del 2018 di oltre il 50% degli infortuni mortali, dopo i 141 morti in cantiere del 2017 (dati Inail) e con un aumento delle malattie professionali denunciate di oltre il 20%. Serve il reato di omicidio sul lavoro con un impegno sempre più forte per sconfiggere la mafia della insicurezza, che potremo battere solo se daremo forza ai tanti ricattati che nella filiera spesso non possono alzare la testa". Così Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, dal palco del congresso nazionale del sindacato di categoria dei lavoratori edili che si è aperto oggi a Napoli. Per Genovesi, vanno anche tutelati "i tanti imprenditori seri che credono alle regole e che subiscono loro per primi la concorrenza sleale" di chi quelle regole non le rispetta. Per il segretario generale, la Fillea deve accompagnare all’innovazione nel settore il consolidamento dei diritti, rafforzando, da una parte, gli strumenti, ad esempio quelli della bilateralità, rispetto ai cambiamenti introdotti dalle tecnologie e, dall’altra, dando vita a una 'strategia rivendicativa' a livello diffuso, per contrattare la crescita della qualità dei processi, dei prodotti, dell’ambiente, del lavoro e la partecipazione ai processi organizzativi e di indirizzo nelle aziende, anche in ambito territoriale attraverso nuovi modelli di relazione, bilateralità e contrattazione di anticipo". Ad esempio, il cantiere diventerà sempre più "un luogo di montaggio con le caratteristiche di una fabbrica digitale che, attraverso ambienti controllati sarà in grado di ridurre la variabilità e l’imprevedibilità della produzione edile", ha spiegato. L’investimento sulle figure tecniche-impiegatizie e sui capi squadra - ha aggiunto - diventa essenziale per contare, anche come sindacato, in cantiere". "Ma al tempo stesso sappiamo che ancora per anni avremo a che fare con modelli di impresa poveri, dove dovremo lottare per un bagno, uno spogliatoio, una mensa. Ci saranno ancora caporali e imprenditori senza scrupoli che risparmiano sulla sicurezza e il 90% del nostro tempo sarà ancora impiegato a far rispettare leggi e contratti", ha avvertito.

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