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Infortuni, Fillea a Inps e Inail: "In edilizia battaglia contro lavoro nero e grigio"

di AdnKronos domenica 18 novembre 2018
3' di lettura

Roma, 14 nov. (Labitalia) - Noi chiediamo "all'Inail ma anche all'Inps e agli altri istituti di sostenere la battaglia di legalità per 'disboscare' la giungla di contratti che c'è nell'edilizia: gli infortuni in edilizia si caratterizzano per il lavoro nero o per quello 'grigio' e cioè le false partite Iva e i lavoratori che non hanno il contratto dell'edilizia, che prevede tutta una serie di norme sulla sicurezza". Così, in un'intervista a Labitalia, il segretario generale della Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, interviene sul tema dei morti e infortuni sul lavoro. E quindi, per il leader degli edili della Cgil, "l'Inail, come anche l'Inps e altri istituti, potrebbero sostenere, presso il legislatore, la nostra proposta di legge, presentata mesi fa insieme a Feneal e Filca, 'Stesso Lavoro, Stesso contratto', che prevede l'applicazione in cantiere di un unico contratto, quello di miglior favore, che in questo momento è quello dell'edilizia, che prevede tutta una serie di norme in materia di sicurezza che gli altri contratti non hanno". "Se si applicasse sempre il contratto dell'edilizia -spiega Genovesi- ci sarebbero anche vantaggi diretti per Inail e Inps. L'Inail avrebbe meno uscite con la riduzione degli infortuni mortali e delle indennità di invalidità, e l'Inps più entrate visto che il contratto dell'edilizia prevede contributi più 'pesanti. Questo a dimostrare che la sicurezza conviene a tutti". Per Genovesi, "in edilizia gli infortuni sono sempre gli stessi da 40 anni: caduta dall'alto, crollo del solaio, crollo di un muto non messo in sicurezza. Le norme ci sono ma vanno applicate e fatte rispettare". Per il leader sindacale, "ci sono tre interventi da fare subito". "Innanzitutto - elenca - rafforzare quello che già c'è: in materia di prevenzione il Testo unico sulla sicurezza è considerato all'avanguardia in tutta Europa, ma le norme vanno attuate e fatte rispettare". "E oggi l'Ispettorato nazionale del lavoro e le direzioni territoriale del lavoro - avverte - hanno sempre meno personale tecnico per farlo. E quindi quello che chiediamo al governo è di mettere subito risorse in manovra per assunzioni di nuovo personale tecnico". Per Genovesi, in particolare in edilizia, il fenomeno degli infortuni è strettamente correlato alla crisi, che ha portato le imprese ad abbassare i costi. "Il secondo intervento da attuare -rimarca- è il contrasto del dumping contrattuale, che è esploso con la crisi. Oggi nei cantieri noi abbiamo, per risparmiare sui costi, false partite Iva e lavoratori edili che non hanno il contratto dell'edilizia ma quello multiservizi, meccanico o movimento terra. E questo comporta che non hanno accesso a tutta una serie di interventi sulla sicurezza sul lavoro garantiti dal contratto dell'edilizia e sostenuti dalla bilateralità di settore". "Solo nel 2017 abbiamo calcolato -sottolinea- che questi interventi per la sicurezza sono costati alle imprese che applicano il contratto edile 18 milioni di euro, ma con un risparmio in multe 'teoriche' evitate di 300 milioni di euro". Non solo prevenzione. Anche sul fronte della repressione serve una marcia in più, secondo Genovesi. "Noi riteniamo -spiega- che vada introdotto in Italia il reato di omicidio sul lavoro, come già avviene in tanti altri Paesi. In questo modo, oltre ad avere la possibilità che i colpevoli paghino almeno con qualche mese di carcere, si potrebbe anche permettere ai familiari delle vittime di richiedere il sequestro patrimoniale preventivo dei condannati e avere così almeno un risarcimento economico dopo la perdita dei loro cari. Questa è una norma a costo zero -continua- che potrebbe essere inserita in manovra economica e dare anche un messaggio chiaro". "E poi, a nostro parere, si potrebbe intervenire in manovra -conclude Genovesi- sull'Ape social, abbassando gli anni di contribuzione a 30 per i lavori più gravosi, e così aiutando gli oltre 27 mila lavoratori edili over 65 che stanno ancora sulle impalcature ad andare in pensione. In questo modo, il governo farebbe la più grande opera di prevenzione degli infortuni sul lavoro degli ultimi anni".

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