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Giustizia: Ardita (Csm), da Procura europea rischi per autonomia

di AdnKronos domenica 14 ottobre 2018

2' di lettura

Palermo, 10 ott. (AdnKronos) - La Procura Europea potrebbe rappresentare dei "rischi per l’autonomia". A lanciare l'allarme è il consigliere del Csm Sebastiano Ardita, nel corso del suo intervento al plenum dell'organismo di autogoverno dei giudici. "In questi ultimi mesi, piuttosto in sordina, è andata avanti nelle sedi comunitarie ed anche nel nostro autogoverno l’iter della riforma che introduce il Procuratore Europeo, varata con il regolamento (UE) 2017/1939, entrato in vigore il 20 novembre 2017, sul quale, sul quale intervenendo nel plenum di oggi, che aveva ad oggetto l’approvazione di un parere formulato dalle commissioni 6 e 9 dello scorso Csm, ho chiesto il ritorno in commissione cercando di introdurre alcune idee per un dibattito", dice Ardita nel suo intervento. "La nuova struttura prevede un Procuratore Capo Europeo, nominato dal Consiglio UE su proposta di una Commissione di valutazione; un procuratore europeo per ogni stato ( scelto dagli stessi organi su una terna proposta formulata da ciascuno stato: dunque dai governi laddove il PM sia soggetto a controllo politico) e un numero variabile da 2 a 10 di Procuratori Europei Delegati per ciascuno stato, scelti dagli stati membri tra i loro magistrati - aggiunge Ardita, di Autonomia e Indipendenza -Tralascio ogni considerazione sulla problematica compatibilità tra questo organo - concepito con spirito di stretta gerarchia e nella tradizione europea di separazione rispetto al Giudice - e l’assetto costituzionale del nostro pubblico ministero, solo implicitamente accennati nel parere (con il quale si guardava già oltre, definendo possibili criteri, regole e dislocazione per il reclutamento operativo dei 10 procuratori delegati". "I profili che più inquietano e sui quali - con le iniziative che possiamo dobbiamo riflettere sono i seguenti: I nuovi procuratori delegati - che si proporrebbe di trattare come magistrati di ruolo al pari degli altri, regolarmente incardinati negli ufficio di procura ma con una doppia veste ( sarebbero prevalenti le funzioni europee )- non avranno gli stessi poteri dei nostri PM perché l’organo che deciderà con gerarchica sovraordinazione sarà una Camera Permanente formata dal procuratore capo europeo o da un suo delegato e altri due componenti. A costoro spetterà decidere nel merito se portare un caso in giudizio o archiviarlo (la norma sembra riferirsi ad un potere diretto e non filtrato da un giudice), nonché di imporre varie direttive ed ordini e concedere autorizzazioni ai procuratori delegati, cui spettano competenze residue tra le quali: la “responsabilita’ di portare un caso in giudizio, formulare l’imputazione e gli altri poteri istruttori".

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