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Animali: Musumeci, sono un animalista e con mia sorella gestiamo 50 cani randagi (2)

domenica 25 febbraio 2018

2' di lettura

(AdnKronos) - Musumeci ha quindi spiegato: "Il problema riguarda tutta l’Isola e abbiamo il problema di porci la domanda: è la legge 15 del 2000 che non funziona e va quindi modificata? O non hanno dato risultati i controlli e gli adempimenti che ogni soggetto chiamato in causa avrebbe dovuto compiere? E’ una domanda che con prudenza il Governo si pone senza avere qui la risposta scontata". Poi ha aggiunto: "Per tentare di capire quale delle due scuole di pensiero possa da noi essere condivisa, abbiamo previsto un incontro, martedì della prossima settimana, con alcune associazioni ambientaliste e con i dirigenti dei servizi veterinari dell’Assessorato alla Salute, per fare accendere un riflettore su questo tema che a me, e non solo a me, come potete immaginare, sta assai a cuore. Nel frattempo prendo atto che il Presidente dell’Assemblea ha nominato un consulente per questa specifica materia, l’ho appreso dai giornali, e la volontà di istituire una commissione. Bene, quindi assieme al Governo anche il Parlamento si occuperà di questo tema". Il Governatore ha, quindi, concluso: "Dico sempre che amare un animale da affezione non è un dovere, ma rispettarlo è un dovere da parte di tutti. E il randagismo non è solo un problema di civiltà di una comunità, ma diventa anche un problema di accentuato degrado ambientale quando poi l’approdo del randagismo è quasi sempre quello che un animale finisce la propria stentata vita sotto le ruote di un veicolo e le carcasse rimangono a marcire ai margini delle strade. Non è un’immagine che la Sicilia civile può offrire. Abbiamo il dovere di sensibilizzare tutti, tutti, senza escludere nessuno e questo è un tema che io avevo già inserito nel mio programma elettorale prevedendo anche la istituzione di nove pronto soccorso per i cani randagi, i cani feriti, affinché ogni passeggero occasionale possa soccorrere l’animale nelle ore diurne e notturne e senza preoccuparsi di mettere di tasca un euro, possa accompagnare l’animale al più vicino pronto soccorso nelle nove città capoluogo affinché l’animale possa essere recuperato, stabilizzato, messo in degenza e poi affidato al primo canile disponibile o una famiglia che abbia voglia di adottarlo. Questo è lo spirito del Governo che speriamo possa trovare concreta attuazione".

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