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Infanzia: solo un bimbo su quattro frequenta l'asilo nido

domenica 13 maggio 2018

2' di lettura

Palermo, 12 mag. (AdnKronos) - Solo un bambino su quattro frequenta in Italia l'asilo nido. E' uno dei dati emersi oggi durante il convegno nazionale 'Narrare le infanzie' in corso a Palermo fino a domani. “Alla base del confronto di questi giorni a Palermo, ci sono le differenze che costellano il Paese sul fronte dei servizi educativi, marcando le distanze tra Nord e Sud. Distanze che oggi anche Save the children ha ricordato nel suo rapporto”, ha detto l’assessora al Comune di Palermo Giovanna Marano intervenendo al convegno in corso fino a domani. “Oltre ai numeri – ha continuato Marano - ci sono però le esperienze e le storie che si attivano sul territorio per colmare questo gap. Essere tutti insieme a Palermo è volere mettere in evidenza lo sforzo di tanti operatori e provare a fare massa critica perché sull’infanzia e contro le povertà educative ci sia un’attenzione politica a tutto campo e che sia raccolta dalle Regioni”. Questi i numeri del secondo giorno dell'evento 'Narrare le infanzie', cominciato ieri all'università di Palermo e che si concluderà domani con una plenaria al teatro Politeama: oltre settecento partecipanti, cinque tavoli di lavoro, trenta relatori tra educatori, pedagogisti, esperti, amministratori locali. Tra i dati emersi oggi di particolare interesse quelli messi in evidenza da Aldo Fortunati, direttore dell'area educativa dell'Istituto degli Innocenti di Firenze, struttura che per conto del governo nazionale si occupa di monitorare e studiare le politiche dell'infanzia. "Abbiamo appena completato il monitoraggio del sistema nazionale dei servizi per i bambini e le bambine da zero e sei anni - ha spiegato - Uno studio che evidenzia che, in media, solo un bambino su quattro frequenta un nido. Inoltre, la situazione nella fascia 0-3 è molto diversificata nel Paese. In alcune regioni del centro-nord un bambino su tre va al nido mentre nel meridione meno di uno su dieci ha la stessa opportunità. Bisogna lavorare per creare un sistema diffuso ed equilibrato in tutta Italia. Un diritto di tutti i bambini e di tutte le bambine non può essere condizionato dal luogo in cui si nasce. Speriamo che i nostri dati aggiornati servano a costruire l'attuazione equilibrata della riforma di questo settore educativo".

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